Published On: Mer, Lug 3rd, 2013

Fermi tutti, sono la banca: questa è una rapina

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vignetta39

di MARCELLO VALENTINO – Che frase strana, a qualcuno è capitato di sentirla solo se per caso ha assistito ad una rapina e invece questa è la frase occulta che ogni banca pronuncia nel momento in cui vi accingete ad aprire un conto corrente in una qualsiasi banca italiana. Lo Stato italiano ha detto che tutti i cittadini devono avere un conto corrente in banca, praticamente ha formalmente detto vi dovete sottoporre ad una rapina volontaria. In questo modo ottiene due cose, una quella di far compiere alle banche una rapina legalizzata, l’altra di controllarvi e sapere quanti soldi avete e se sono tutti frutto di attività legali o meno. Ma se questo non è uno Stato di polizia, cos’è? Comunque questo discorso lo affronteremo un’altra volta. Adesso parliamo delle rapine che le banche effettuano giornalmente sui nostri conti correnti. Prima operazione che si fa quando si apre un conto corrente: si affronta il problema del tasso di interesse. C’è quello attivo e quello passivo, cioè quello che la banca ti dà se depositi dei soldi e quello che ti prende se te li presta. Il tasso attivo è quello che la banca calcola una volta all’anno sul tuo conto attivo, quello passivo è ciò che ti prende una volta ogni trimestre su quello che ti presta. Primo trucco: il primo trimestre la banca ti calcola gli interessi passivi, il secondo, terzo e quarto trimestre ti ricalcola gli interessi degli interessi sugli interessi. Questo è il primo reato che commette (o rapina). Si chiama anatocismo, cioè il ricalcolo degli interessi sugli interessi ripetuto per quattro volte all’anno. Vi sembrerà una cosa da poco, ma se questo viene ripetuto sistematicamente per anni sul vostro conto genera un passivo rilevante che sommato al tasso di massimo scoperto, l’usura entro soglia, l’usura sopra soglia, fa di voi uno schiavo della banca. Praticamente siete entrati in un girone dell’inferno senza fine, più aggiungete le spese di tenuta conto, le commissioni non legali, più euro di qua ed euro di là per bonifici e pagamenti utenze varie, siete praticamente nelle mani della banca (alias mafia legalizzata dello Stato) “lo Stato”. Perché lo Stato deve costringere tutti, anche i pensionati, ad avere un conto corrente e farvi accreditare quei pochi soldi di pensione sullo stesso? (Vi ricordo un episodio che riguardava il ministro Tremonti: ritirava il suo stipendio in contanti. Vi rendete conto? Il ministro dell’Economia che si faceva pagare in contanti. Non aveva un conto corrente?). Lo scopo è solo uno: quello di fare in modo che le banche abbiano un utile dalla tenuta del conto stesso oltre a permettere allo Stato di controllarci. Ora vi chiedo: uno Stato che controlla i suoi cittadini ma non controlla i suoi conti e quelli dei politici che ne fanno parte che Stato è? E perché i cittadini dovrebbero ubbidire? E torniamo alle banche e alla rapina che commettono tutti i santi giorni sui conti correnti di quasi tutti gli italiani. Faccio una scommessa con ognuno di voi: se avete un conto corrente da più o meno dieci anni e lo sottoponeste ad una perizia scoprireste che la banca vi ha rapinato sistematicamente e che vi dovrebbe accreditare tutto il rapinato che a volte in base al movimentato e all’utilizzo è anche di diverse migliaia di euro. Ecco la rapina. Immaginate questa rapina moltiplicata per tutti i conti correnti esistenti in Italia, in tutte le banche e per tutte le banche per capire quanti soldi queste rapinano quotidianamente agli ignari correntisti. Non c’è nessuna banca, dico nessuna, che non commette questo reato nella massima normalità. E lo Stato perché non interviene, dato che la legge c’è, a tutela dei correntisti? E perché questi ultimi non fanno causa alle banche? Forse per non affrontare un’estenuante causa o una segnalazione in Crif per non farti accedere ad altri finanziamenti? Perché le banche, solidali tra di loro, la cosiddetta lobby delle banche, ti chiudono qualsiasi porta al credito e tu, trovandoti in una situazione di debolezza, sei bello che spacciato. Ma non arrendetevi, denunciate le banche per usura e anatocismo. Più siamo, più possibilità ci sono di vincere. Io da parte mia vi consiglio di metterci tutti insieme e promuovere una causa collettiva contro le banche per farci risarcire in massa. Se siamo in tanti abbiamo molte più possibilità di vincere questa battaglia perché anche qui lo Stato non ci darà mai una mano. Anzi, con vari leggi ed emendamenti, nei governi che si sono succeduti da Prodi a D’Alema, da Berlusconi a Monti, ha cercato con vari escamotage di fare leggi a favore delle banche. Una vera vergogna. E poi ci si lamenta che la gente non va più a votare? Ma questo non è ancora nulla. Quello che c’è da temere è che da un momento all’altro ci trasformiamo come la Siria, la Turchia o il Brasile, ma forse molto di più perché  se in Italia la protesta esploderà sarà guerra civile. Il cerchio si stringe, oggi è partito anche Serpico: il nuovo sistema di Equitalia per il controllo dei conti.
La domanda da farsi è questa: perché non parte un sistema per controllare quello che fanno le banche sui conti di tutti gli italiani (le cosiddette rapine quotidiane)? Un altro passo sulla pazienza degli italiani che è ormai al limite ma nessuno se ne rende conto. Nessuna fonte di informazione dà notizia di questo malcontento che cova sotto le ceneri in ogni italiano. Nessuno va per le strade a sentire gli umori dei cittadini: se non vanno più alle urne un motivo ci sarà. Mai sottovalutare il popolo.
Il popolo è sovrano e un popolo in movimento è una forza d’urto devastante. Ritirate i soldi dalle banche, chiudete i conti e state in campana.

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