Published On: Mar, Lug 9th, 2013

Ghiretti: 5 domande a Pizzarotti

ghiretti

Riceviamo e pubblichiamo:

Tutto va bene, non è successo nulla. Secondo il sindaco Pizzarotti le dimissioni dell’assessore al Bilancio Gino Capelli ad un anno dal suo incarico dovrebbero essere rubricate come “una normale procedura” amministrativa. E chi non lo fa – sempre secondo il sindaco – si macchia del reato di avere una visione vecchia della politica. A rischio di apparire un dinosauro agli occhi del M5S, qualche perplessità vorrei esternarla e, al sindaco piacendo, vorrei farlo ponendo pubblicamente 5 domande a Federico Pizzarotti.

  1. A quanto ci è dato di capire le dimissioni dell’assessore erano già state ampiamente preventivate. Non le pare sia stato quantomeno incauto pensare di porre a capo di un assessorato strategico come quello al Bilancio una figura tecnica che garantisse appena un anno di attività? Non crede che il tema dei conti del Comune meritasse maggiore attenzione?
  2. Non teme che un ricercatore universitario, pur brillantissimo, possa avere qualche deficit di esperienza sul campo rispetto ad uno stimato professionista che da anni opera nel delicatissimo ambito delle crisi aziendali?
  3. Lei può escludere che l’ormai ex assessore Capelli non continui a dare la propria “impronta” al bilancio, magari sotto forma di una collaborazione non retribuita?
  4. Se i conti del Comune sono così in ordine, come da lei dichiarato nel corso della conferenza stampa, non era proprio possibile ed auspicabile che l’assessore facesse uno sforzo per conciliare impegni pubblici e professionali?
  5. Se invece – come penso io – i conti sono tutt’altro che in ordine, vedasi le partecipate, non trova che questo avvicendamento possa comportare un pericoloso vuoto gestionale, considerando che il neo assessore Ferretti avrà comunque bisogno di qualche mese solo per “acclimatarsi” in una serie di problematiche di non facile soluzione?

Vede signor Sindaco, per me la nuova politica passa anche dalla capacità di rendere trasparente un momento di debolezza o una difficoltà, o dalla capacità di ammettere un errore. In politica per difendere il proprio operato si può cercare di sostenere qualsiasi cosa, ma non che un assessore al bilancio che lascia il proprio in carico dopo soli 12 mesi sia un fatto normale o, peggio, auspicabile. Arrampicarsi sugli specchi per negare l’innegabile mi ricorda tanto certi politici navigati che sicuramente lei non vorrebbe annoverare tra i propri maestri.

 Roberto Ghiretti Parma Unita

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