Published On: Mer, Lug 10th, 2013

Il papa che fa il papa

ITALY-VATICAN-POPE-FRANCIS-BENEDICT XVI

di MASSIMILIANO PARENTI – C’è del vero nel ritenere che il mondo sociale segue una sua logica di pensiero nel rapportarsi alla sfere della vita che la coinvolgono nella sua interezza. Questo paradigma si può leggere tra le righe con estrema facilità con il principale mezzo che ci permette di costruire una vita insieme: la politica. Non si può fare scienza delle statistica, ma si può ammettere senza troppe obiezioni che il volgo – al quale non attribuisco un valore negativo – abbia delle dinamiche molto spesso ripetitive nella dialettica storica. Credo sia necessario applicare un nuovo paradigma nel mondo globalizzato come quello in cui viviamo: ovvero questa logica si è spostata verso un territorio più ampio e ha coinvolto anche una sfera che per secoli gli è stata preclusa: quella spirituale.

Questa premessa è funzionale al fatto che il mondo cattolico, per esempio, è vissuto dall’esterno come un istituzione per lo più politica e pertanto il rapporto tra il singolo e questa categoria appare ora come non mai al centro del giudizio sociale.

C’era in principio Ratzinger, considerato – non a torto – il Papa meno simpatico degli ultimi cinquant’anni: per molti un burocrate, nulla di più. Ma la figura di un papa, per i filtri che abbiamo introiettato nella nostra cultura, necessita anche del carisma del leader, in questo caso di un leader spirituale. Visto che, come sostengo, si potrebbero tranquillamente fare i sondaggi anche relativi alle simpatie spirituali (possibile solo nel mondo contemporaneo della soggettività sedotta dai venti), con il pontefice tedesco si sono toccati gli abissi della storia cattolica: per fortuna, l’esigenza di rinnovamento della Chiesa (invocata a furor di popolo) ha estratto dal cilindro quella che si è rivelata, già nei primissimi mesi dalla fumata bianca, una vera bomba a orologeria: ecco che spunta papa Francesco, che abbraccia la gente, bacia i malati, già simpatico a priori per il suo intercalare alla Javier Zanetti. È un vero Papa – è il commento che si sente più di frequente. Ed è vero che Bergoglio, quando parla da Lampedusa ed esorta i fedeli alla coscienza civile, lo fa con il registro e le competenze del vero leader: quello che riesce a conciliare l’amore per la fede e per la missione cristiana all’autorevolezza in grado di orientare le persone, propria – in questo caso (inutile rammentare gli innumerevoli casi di leader manipolatori delle masse) – dei grandi uomini. Bergoglio parla in quanto capo della Chiesa cattolica di Roma, è vero, ma lo fa sempre con un occhio di riguardo alla situazione politica che vige in un certo contesto: può permetterselo, lui, che ha vissuto per anni in mezzo allo squallore e alla criminalità delle favelas a fare il missionario. Sa come funziona il mondo e sa che occorre davvero uno sforzo collettivo per poterlo migliorare: non spetta ai santi mandare avanti il mondo.

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