Published On: Mer, Lug 3rd, 2013

Il futuro del nostro cibo

Future-Food-983

di GIORGIA FIENI – Nella scorsa puntata abbiamo parlato di tendenze alimentari, valutate in base ai consumi della popolazione. Stavolta ci poniamo la stessa domanda, ma per cercare la risposta guardiamo tutto da una prospettiva differente, che è quella delle risorse del pianeta. In futuro potremo ritrovarci dunque a mangiare non quello che la moda o le voglie del momento ci suggeriscono ma ciò che è possibile reperire.
Innanzitutto, diminuiranno le quantità, per cui sarà opportuno preparare porzioni più ridotte rispetto a quelle a cui siamo abituati, il che sarà di sicuro un vantaggio in termini di salute e ambiente.
In sostituzione della carne naturale arriverà quella in vitro. Grazie alle cellule staminali, alcuni ricercatori olandesi stanno già alacremente lavorando per ottenere bistecche di bovino “artificiali”: l’obiettivo è il gusto identico ma con vantaggi in termini di riduzione di emissioni gassose e consumo di acqua e corrente elettrica.
E poi arriveranno i cibi che finora abbiamo rifiutato: insetti e fiori per primi. Sono molte le specie commestibili di cui non sono state esplorate le potenzialità: qua e là in questi articoli ho avuto modo di scriverne, ma preparatevi perché diventerà un argomento di conversazione molto comune. D’altronde, visto che già in altri continenti fanno parte dell’abituale alimentazione, tutto quello che dobbiamo fare è superare il blocco psicologico nel portarli alla bocca (mi riferisco soprattutto agli insetti, ovviamente) e discuterne assieme sembra essere un buon inizio.
A questo punto ci si potrebbe chiedere se la carne di bovino “finta” o quella di insetti “vera” siano le uniche scelte…oggi me lo domando assieme a voi, magari nei prossimi mesi troverò una risposta…dopo un assaggio, magari.
Ma si sta anche studiando la combinazione tra il gusto e gli altri sensi, così da accrescere l’esperienza nutrizionale. Per esempio l’udito: Heston Blumenthal già serve il piatto Sound of sea dove il mare è non solo nel piatto ma anche nell’orecchio. E alcuni chef assieme alla pietanza spruzzano profumi (chiamati in gergo “arie”) così che l’aroma della materia prima, di solito volatilizzatosi con le cotture, possa essere catturato e riproposto nel momento dell’assaggio.
Novità che ci sconvolgono e novità che ci allietano, dunque…per ora sono utopie, o opzioni…ma un giorno non troppo lontano potrebbero diventare realtà.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-11-20





Video Zerosette