Published On: Mar, Lug 16th, 2013

Mutui italiani e tassi d’usura

elio-lannutti

Il 7,7% delle famiglie titolari di un prestito immobiliare non è in grado di pagare le rate per le difficoltà economiche attraversate e per i tassi in vigore: i più alti d’Europa. A denunciarlo è l’Adusbef secondo la quale “I tassi di interesse costringono un italiano che ha contratto un mutuo di 100mila euro a 30 anni a pagare una rata mensile di 64 euro più alta (768 euro in più all’anno) del mutuatario di Eurolandia”.
Gli istituti di credito italiani imporrebbero tassi sui mutui pari mediamente al 4,46%, contro il 3,34% europeo, con un differenziale di 112 punti base. Alla conclusione del contratto di mutuo, un cittadino italiano spende dunque 23.040 euro in più rispetto a chi vive in altri Stati del continente.

“I tassi di interesse più elevati, la crisi economica che ha falcidiato milioni di posti di lavoro, la smodata voracità del fisco e la chiusura di attività economiche di piccole imprese strozzate dalle banche, – denuncia il presidente Elio Lannutti – hanno causato crescenti difficoltà per numerose famiglie, che non arrivando più da tempo a fine mese, non possono più pagare le rate dei mutui contratti con le banche: se nel 2010 erano pari al 5% (stime Bankitalia), nel 2013 arrivano al 7,7% (stime Adusbef), con circa 254.000 famiglie titolari di mutui, su un totale di 3,3 milioni, che non riescono più a pagare la scadenza delle rate”.
L’Adusbef tuttavia ricorda che quando il tasso di mora, le penali e le varie spese superano insieme il tasso soglia, stabilito dalla legge antiusura 108/96, anche i mutui diventano usurari e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali.
“La sentenza n. 350/2013 oltre a permettere il recupero integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, quando i tassi o le penali superano la soglia di usura, – spiega l’associazione dei consumatori – ha stabilito che il mutuo ipotecario può essere annullato se ricorrono alcuni estremi che lo riportino a superare il tasso d’usura e quindi usufruendo di tutte le possibilità previste dalla Legge 108/96, tra cui la restituzione di tutte le somme versate con l’applicazione del articolo 1815, richiamato anche dall’art. 644 CP e dell’art. 4 della Legge 108/96 che in sintesi prevedono la nullità della clausola contrattuale. Recita infatti l’art. 1815 sugli interessi:” Salvo diversa volontà delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell’articolo 1284.Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.

Per determinare il tasso d’usura occorre sommare tutti gli addebiti in modo da determinare il cosiddetto TEG “tasso effettivo globale”: se questo è superiore al Tasso Soglia, il rapporto è in usura. Una situazione che si verifica soprattutto in presenza di insolvenza o di ritardi nei pagamenti con penali applicate in modo sproporzionato rispetto ai limiti del tasso usura.

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