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di GIADA BERTINI – Sulla fauna è di nuovo emergenza. Il Ministero delle Politiche Agricole ha presentato alle Regioni un testo di modifica della legge 157/92, che prevede una vera e propria “caccia selvaggia” ai danni degli ungulati e delle specie definite “alloctone”, per le quali si dispone lo sterminio di massa. Le Associazioni animaliste sono molto preoccupate, ed E.N.P.A. e Lav hanno commentato: “Ancora oggi assistiamo all’incapacità di applicare correttamente la legge 157/92, che rappresenta il recepimento della direttiva Uccelli risalente addirittura al 1979, la quale, a sua volta, pone come obiettivo principale la tutela della fauna selvatica. E’ inaccettabile che, ancora oggi, non si intervenga seriamente per proteggere gli uccelli selvatici dagli spari nel periodo della riproduzione e della migrazione, come indica la Guida alla stesura dei calendari venatori dell’Ispra, autorevole istituto scientifico nazionale di riferimento sulla biodiversità. Così come è altrettanto inaccettabile che non si sia ancora voluta risolvere la questione delle deroghe di caccia, strumento che, grazie agli abusi commessi dalle regioni, sta fruttando al nostro Paese una nuova condanna europea, con relative sanzioni pecuniarie. Con il testo proposto dal Ministero dell’Agricoltura si è invece preferito chiedere l’estensione della caccia agli ungulati per tutto l’anno, con qualsiasi condizione climatica, e aprire alle doppiette le porte dei parchi e delle oasi di protezione”. Il nuovo articolo 19, riformulato con l’obiettivo di bypassare le regole imposte dalla stessa legge, giustificando così il non tener conto di limitazioni e divieti, sottolinea come l’attività di controllo faunistico non costituisca esercizio di caccia. Le Associazioni si appellano agli organi istituzionali e chiedono all’onorevole Basilio Catanoso (PDL) di bloccare le assurde modifiche della legge 157/92: “Si ritorni, invece al rispetto delle regole, della scienza e alla reale ed urgente esigenza di tutela della biodiversità”.

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