Published On: Mer, Lug 17th, 2013

Stupirsi è impossibile

88279 Il Ministro Calderoli da fuoco a 375.000 leggi inutili

di MASSIMILIANO PARENTI – Mi sono occupato già tante volte di quello che rimane di quel partito arrivato ai titoli di coda, famoso per i suoi rituali grossolani e per il quoziente intellettivo medio dei suoi membri (ed elettori?) e per il suo modo politically uncorrect nell’assumere posizioni controverse su temi molto delicati. Al di là delle opinioni personali che ho su ciascuno dei membri che ne sono a capo – in questo caso il triumvirato Bossi-Maroni-Calderoli – se qualche giorno fa, prima che il caso Kyenge scoppiasse, qualcuno mi avesse chiesto un commento a caldo su di loro tre forse avrei risposto “non mi stupirei di nulla”. È l’unica cosa che è legittimo attendersi da quello che è un gruppo senza spina dorsale, composto dagli stessi volti che infestano la televisione da ormai più di vent’anni con gli stessi, inutili e ripetitivi slogan, mai applicati nonostante le numerose elezioni vinte al fianco dell’amico-nemico Silvio. Dunque che dire: un giorno come un altro accendo la radio e sento che sono iniziate polemiche per una frase detta da qualcuno. Quando i primi nomi che spuntano fuori sono quelli di Calderoli e del ministro dell’integrazione Kyenge, non ho nemmeno bisogno di sentire il resto della notizia. L’orango (cioè Calderoli) ha semplicemente esternato sotto forma di parole i suoi pensieri: quelli di una scimmia vestita di verde. E il resto viene da sé. Le conseguenze riguardo a una faccenda come questa in Italia sono l’emblema della prevedibilità. Ai ranghi della politica, il buon costume e la sobrietà del governo Letta impongono una scudisciata al ministro leghista il quale, insieme ai suoi degni compari, si difende come può. Il governatore della Lombardia rilancia e dimostra di avere studiato Machiavelli: la sua arma è il dizionario della politica dei temporeggiatori in cui le due parole “fraintendimento” e “strumentalizzazione” possono farti uscire da qualunque pasticcio uno dei tuoi abbia causato. La sinistra e i grillini sono indignati ma la cosa si ferma lì: va bene ostacolare i nemici – ma meglio non esagerare – Letta dice che non c’è bisogno di conflitti interni in questo periodo grigio, quindi meglio il quieto vivere.
L’opinione pubblica naturalmente la fa da padrona. La Kyenge è già da tempo sotto accusa da una parte molto ampia di elettori, che la accusano di una linea troppo tollerante sull’immigrazione. Sui social network è il ministro più attaccato dal giorno delle elezioni, per una qualche ragione gli italiani si sentono quasi traditi ad avere un ministro di colore e l’attacco di Calderoli ha fatto rinsavire il loro orgoglio patriottico. Di contro, chi trova incivile l’attacco verbale ha sempre visto l’ex ministro per quello che è veramente, dalle sue più famose performance alla proposta del porcellum: uno stupido, ancor prima che un ignorante. Ma non vi preoccupate: continueranno a votarli.

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