Published On: Ven, Lug 19th, 2013

Tibre, Legambiente: “Rivedere l’opera finché si è in tempo”

Cartolina Ti-Bre

Legambiente alza la voce per impedire che la Tibre, definita un’autostrada “inutile”, ingoi la pianura della Bassa parmense. Secondo l’associazione ambientalista sarebbe ancora possibile rivedere l’opera e salvare la campagna.

“Sono giorni importanti, se non decisivi, per il futuro di una fetta significativa della fertile pianura della Bassa parmense. È una lotta contro il tempo per fermare gli effetti nefasti della Tibre, autostrada inutile di cui è stato appaltato un tratto di dieci km, da Ponte Taro a Trecasali.

Un’opera su cui amministratori e costruttori hanno calato il silenzio da qualche tempo, poiché non è più benvoluta dai cittadini e da diverse associazioni ed enti che ne vedono emergere con chiarezza gli effetti deleteri, senza che ve ne siano vantaggi, appunto. Per questo è nel silenzio totale che l’Impresa Pizzarotti, aggiudicataria dell’appalto di AutoCisa, ha già cominciato lavori di sbancamento a Grugno, vicino al fiume Taro, per la posa di un piezometro e altre strumentazioni propedeutiche ai lavori.

È per questi motivi che Legambiente invece auspica che i Comuni interessati e la Provincia aprano con trasparenza la revisione dell’infrastruttura autostradale, specialmente delle opere collaterali che, compensazione alla rovescia, sono ulteriori nuove strade, tra bretelle e tangenziali.
L’Amministrazione Comunale di Trecasali da qualche tempo ha cambiato, meritoriamente, idea su questo tipo di sviluppo che in realtà cementifica il territorio e non vuole più le strade complementari, da Viarolo al nuovo ipotetico casello. È un bene. Così come è positivo che la Provincia, dopo aver tentennato, sembri disponibile ad accogliere e sostenere modifiche sostanziali che portino alla cancellazione delle opere aggiuntive e vada invece verso una compensazione ambientale vera. È importante che anche il Comune di Parma  formalizzi la buona intenzione di rinunciare alle opere nel suo territorio a favore di veri interventi di compensazione ambientale, così come annunciato, recentemente, in consiglio comunale.

Speriamo che anche gli altri comuni della Bassa, coinvolti, seguano la strada virtuosa intrapresa in modo che i fondi così recuperati vadano per interventi che migliorino l’ambiente.

Legambiente, assieme alle altre associazioni ambientaliste, continuerà a battersi per contrastare la Tibre autostradale, opera inutile con l’aggravante di pesare direttamente e in modo improprio sui cittadini che vanno al mare con l’A15 e che da quest’anno sino al 2017 si vedono applicare aumenti del pedaggio del 7,5% all’anno. Tutto proprio per finanziare il mezzo miliardo che costeranno i 10 km da Ponte Taro a Trecasali, un’autostrada nel nulla.

Legambiente ha stampato e cominciato a diffondere, in città e provincia, una cartolina che invita a salvare la campagna della food valley e ricorda i costi, ambientali ed economici, dell’opera (In allegato il pdf).

Nei prossimi giorni saranno attuate nuove iniziative di contrasto alla Tibre”.

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