Published On: Mer, Set 11th, 2013

Anarchia contro lo Stato ladro

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di MARCELLO VALENTINO – La cosa di cui nessuno parla, perché potrebbe essere estremamente contagiosa, è quella che tutti i giorni migliaia di piccole aziende, commercianti, artigiani, mettono in atto in maniera silenziosa. Questa cosa si chiama anarchia fiscale.
In cosa consiste? Vi ricorderete i vari blitz della Guardia di Finanza fatti negli ultimi tempi, a Cortina, a Venezia e ultimamente a Roma, dove hanno riscontrato che su dieci consumazioni emettevano solo tre scontrini.
Orbene, tutti questi commercianti/artigiani/esercenti mettono in atto di fatto contro uno Stato esoso, ladro e sprecone la loro protesta silenziosa che consiste nel disapprovare completamente l’operato di questo Stato e di questi politici. Non c’è un solo apparato dello Stato che funzioni, non c’è un solo politico onesto anche se tutti sbandierano la loro onestà e l’efficienza dello Stato. Stato che non esiste se non per vessare i cittadini onesti. Ora, di fronte a tutto questo e di fronte all’impossibilità di cambiare qualcosa a livello centrale, ogni piccolo imprenditore si è organizzato come meglio può e pratica quotidianamente, anche se a chilometri di distanza, anche senza aver mai parlato tra di loro, lo stesso identico metodo: l’anarchia fiscale. In cosa consiste? Incasso 10, dichiaro 3 perché dichiarando 10 con questa tassazione morirei di fame e con me tutta la mia famiglia. Come si è giunti a tutto questo e dove ci potrà portare e perché? Il 90% della ricchezza nazionale è detenuta dal 10% della popolazione: ecco la domanda che bisogna farsi. Perché pochi ricchi che non pagano le giuste tasse e tanti poveri che vengono vessati su tutto? Stato ladrone, Stato padrone, non fai più paura a nessuno. Il popolo silenzioso che non va più neanche a votare si è stufato e capita l’antifona oggi pratica e praticherà sempre di più l’anarchia fiscale. Ti do solo quello che ritengo giusto darti, cioè pago solo per me e non anche per quegli altri che hanno sempre rubato. Anche le banche se ne accorgeranno: la gente non ricevendo più prestiti porterà sempre meno soldi nelle banche, ma è naturale. Chi non dà, prima o poi non riceve. Oggi che una parte di cittadinanza queste cose le comincia a capire, oggi che la gente comincia a rendersi conto che i veri nemici da combattere sono lo Stato e le banche, entrambi colpevoli di ladrocinio legalizzato, li comincia a punire mettendo in atto l’unica arma che possiede, cioè la libertà di non andare a votare, la libertà di non denunciare tutti i guadagni, la libertà di non andare a depositare i soldi in banca perché queste danno interessi miserabili. Tanto vale tenerseli al sicuro a casa, pronti all’uso alla bisogna. Ora, se anche uno si fa la domanda, quale tipo di risposta si può aspettare? Qui c’è tutto da riformare, dallo Stato alla politica, dalle leggi alla giustizia e i cittadini onesti hanno finalmente capito che l’onestà non paga ma affama, quindi la legge me la faccio io perché quella che c’è è contro di me. Dieci, quindici anni e più per avere giustizia in un processo civile o penale, vi sembra questo un Paese normale dove si può vivere? Anche i più cretini ormai l’hanno capito. E voi avete ancora qualche dubbio?

Cari amici lettori e lettrici, vi ricordo che il 24 settembre a Roma ci sarà una grande manifestazione contro le lobby delle banche usuraie (vedi foto sotto): partecipate.

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