Published On: Mer, Set 25th, 2013

Aumento Iva: il terremoto alle porte

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di ANASTASIA BIANCARDI – Il Decreto Salva Italia del professor Monti ha fatto tremare più volte gli italiani. La prima scossa sismica aveva il nome di IMU che, con il governo Letta, è stata finalmente cancellata per poi essere riproposta semplicemente in una forma tutta nuova che coinvolge non solo chi è in possesso di case, ma anche chi ha scelto di pagare l’affitto non avendo le possibilità per potersi dedicare ad un mutuo ventennale. Il secondo terremoto, invece, è alle porte: una scossa sismica che, insieme alle questioni personali di Silvio Berlusconi, potrebbe far crollare l’economia italiana. Quella scossa che, innescata dal professore, sembra impossibile da fermare. Fondamentale per l’Italia, infatti, non sarebbe soltanto la tanto agognata stabilità politica ma, soprattutto, evitare l’aumento dell’Iva dal 21% al 22%. Le ultime dichiarazioni sul cataclisma che sta per avvicinarsi non possono che mettere ansia sulle future spese degli italiani. Le promesse del Governo Letta di evitare il disastro sembrano allontanarsi per sempre, specialmente quando viene ricordato che a richiedere l’aumento dell’1% sono le regole imposte dall’Unione Europea.

Le parti politiche si scontrano sulla tanto discussa IVA, tanto che il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni minaccia le proprie dimissioni pur di far comprendere al governo e all’Italia tutta che l’aumento è assolutamente inevitabile. L’aver infranto, anche se di poco, il tetto del 3% nel deficit, scatena nuovamente il terrore della caduta nella procedura europea dalla quale il paese è uscito da pochi mesi. Ciò che lascia perplesso il ministro, poi, è il doppio gioco dei soggetti come Alfano ed Epifani. Pare, infatti, che il Ministro dell’Interno privatamente si sia dichiarato concorde all’iniziativa anti crisi per poi fare, in pubblico, dichiarazioni anti-Iva. Ma non tutto è perduto. Ciò che occorre all’Italia, spiega Saccomanni, è procedere con il piano che prevede l’aumento dell’Iva al 22%, trovare 1,6 miliardi per rientrare nei limiti del 3% per poi provare a concordare una tregua su Iva e Imu rinviando le questioni al 2014. Agendo così, spiega il ministro, si potrebbe sperare che l’effetto sui tassi d’interesse sia positivo e si possa  finire l’anno con un dato consuntivo sul deficit inferiore al limite del 3%, soprattutto grazie alle privatizzazioni e alla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia oggi a bilancio degli istituti che ne detengono il capitale per cifre irrisorie. Solo così si potrebbe aprire una prospettiva positiva per il taglio delle tasse.

E se per il Ministro la soluzione è chiara, la Coldiretti lancia l’allarme valanga sulla spesa delle famiglie. Il rincaro del costo del carburante si abbatterebbe sul trasporto degli alimenti di prima necessità, spingendo gli italiani a risparmiare ulteriormente, nonostante abbiano già tagliato la loro spesa del 4% nel 2012. Inoltre, l’Iva, colpirebbe le bevande gassate, il vino e i superalcolici, spumanti e birre, succhi di frutta e acqua.  Dal 1 ottobre, affogare i dispiaceri nell’alcool, per gli italiani potrebbe addirittura richiedere un mutuo.

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