Published On: Ven, Set 27th, 2013

Cessioni Telecom e Alitalia, Fare: “Conferma dell’inadeguatezza della classe dirigente italiana”

Telecom

Michele Boldrin, coordinatore nazionale di Fare per Fermare il declino: “Le storie, diverse ma parallele, di Telecom e Alitalia costituiscono l’ennesima conferma dell’inadeguatezza della classe dirigente italiana pubblica e privata e un altro capitolo del declino italiano.

Il tratto comune di questa classe dirigente, spesso nascosta sotto il vessillo di un supposto patriottismo, è la costante repulsione verso il mercato e, al tempo stesso, il totale disinteresse per il bene comune. Sia Telecom che Alitalia sono state oggetto in tempi relativamente recenti, di offerte rilevanti da alcuni dei principali operatori dei rispettivi settori. Si è voluto resistere alle offerte di América Móvil nel 2007 e Air France nel 2008, favorendo i soliti amici a danno dei soliti ignoti. Con perdite pubbliche enormi, specie nel caso di Alitalia, e una probabile cessione del controllo di Telecom a Telefonica a prezzi ridicoli.

La salvaguardia della “italianità” è stato uno dei principali argomenti della campagna elettorale 2008 di Silvio Berlusconi, finanziata, è il caso di dirlo, a colpi di miliardi pubblici. Ora la stessa classe politica ed economica che ha provocato il danno si straccia le vesti per la cessione del controllo di Telecom Italia agli spagnoli e quella, imminente di Alitalia ai franco-olandesi.

Noi di Fare per Fermare il declino non ci uniamo al coro ipocrita di costoro. Con l’amarezza di chi sa di essere stato nel giusto, diciamo “Era ora”, ma soprattutto “Ci serva da lezione”. Questi sono i risultati di chi cerca di sottrarre alla legge dell’efficienza e del mercato i residui pezzi importanti dell’economia del paese con visione miope e senza un disegno di rilancio. Siamo ancora in tempo a invertire la rotta, ma partendo dai fondamentali: un colpo di reni del Paese è ancora possibile. Nel caso di Telecom ci auspichiamo che questa sia occasione per portare a compimento un processo di reale liberalizzazione, a partire dallo scorporo della rete che però non può vedere l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti che farebbe rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta. In un mondo sempre più globale, dobbiamo confrontarci, e non sottrarci, al mercato. Dalla scuola primaria fino ai vertici delle istituzioni ci è richiesto un cambio di marcia radicale.”

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