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Un favore enorme per i gestori del gioco d’azzardo. Per la Corte dei conti avrebbero dovuto pagare 2,5 miliardi di euro di multa, ma la cancellazione dell’Imu è arrivata in loro soccorso e così lo Stato si accontenterà di incamerare solo un quarto del previsto, circa 600 milioni.
Una sorta di condono nei confronti di chi era finito nel mirino della magistratura contabile per non avere, tra il 2004 e il 2006, collegato le slot machine dei bar al sistema informatico della Sogei, la società di Information and communication technology del ministero dell’Economia e delle Finanze. Il governo Letta, alla ricerca spasmodica di fondi per mantenere promesse quasi impossibili, si è in pratica accontentato di incassare subito il 25% della somma e a beneficiare di questa decisione saranno i dieci gestori che erano stati incaricati dai Monopoli di Stato di mettere in rete le macchinette mangia soldi.
Si tratta di Bplus, Sisal Slot, Cogetech, Gamenet, Snai, Hbg, Gmatica, Cirsa Italia, Codere e Gtech. Leader del settore è di certo la BPlus di Francesco Corallo (indagato per associazione per delinquere e latitante per 14 mesi prima di consegnarsi), la cui famiglia era stata, negli scorsi anni, segnalata dall’Antimafia per la vicinanza con il boss Nitto Santapaola. La BPlus invece di pagare 845 milioni di euro potrà ad esempio sanare la propria posizione versando 211,2 milioni.
Proseguendo, la Sisal pagherà 61,2 milioni invece dei 245 contestati dalla Corte dei conti, mentre la Snai e la Cogetech potranno tirare un sospiro di sollievo concludendo il contenzioso saldando rispettivamente 52,5 milioni e 63,7 milioni al posto dei 210 e 255 contestati.
Insomma, per i dieci gestori in questione la cancellazione dell’Imu è piovuta dal cielo come una manna.

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