instabilità_economica

di ANASTASIA BIANCARDI – L’instabilità politica sembra essere una caratteristica del nostro paese, soprattutto nell’ultimo periodo che ha visto una frequente successione di governi. La continua minaccia che viene esercitata nei confronti del governo Letta da parte delle opposizioni, provenienti soprattutto dall’ala berlusconiana, si ripercuote, però, sull’economia italiana. E’ proprio la continua confusione sul piano politico che fa girare lo sguardo degli investitori su chi, nonostante economicamente sia meno avanzato, ha, di contro, una stabilità politica più concreta ed una voglia di risollevarsi che viene dimostrata nei provvedimenti che, invece, lo Stato italiano non ha ancora preso. L’11 settembre, infatti, la Spagna ha superato l’Italia nella corsa alla ripresa. Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti è salito a 248 punti superando, per la prima volta dopo 18 mesi, il differenziale Bonos/Bund attestato a 247 punti. Attualmente, investire nel debito italiano è considerato più rischioso che investire in quello spagnolo, e il tutto dipende dal destino di un’unica personalità politica che potrebbe far crollare il Governo Letta e tutto il lavoro da lui svolto fino ad ora.

Sulla questione italiana è intervenuto anche il Commissario Europeo per gli Affari Economici Olli Rehn, che ha fatto sapere quanto le condizioni del paese siano delicate. Secondo il commissario, l’Italia ha bisogno di stabilità politica e il Governo deve concentrarsi sulle riforme strutturali in quanto gli ultimi dati sono disastrosi, e l’unica chance è quella di rimanere saldi politicamente e di lavorare e cooperare assieme per dare stabilità al paese. L’Italia è riuscita a mantenere un rigore tale da permettersi di uscire dalla procedura di deficit eccessivo. Questo passo, molto importante, ha rafforzato la fiducia dell’Europa nell’economia italiana. Allo stesso tempo, però, il Governo non è riuscito a raggiungere tutti quegli obiettivi che si era prefissato, deludendo così le aspettative europee. La crescita e l’occupazione ne hanno risentito, e l’andamento del PIL è diventato negativo diminuendo dello 0,2%. A rafforzare le parole di Rehn è il presidente della Commissione Europea Barroso, facendo presente che l’importanza dell’Italia nell’andamento del mercato europeo è fondamentale, in quanto si tratta di uno dei grandi paesi dell’Euro-zona. L’Europa, attualmente, è sulla strada della ripresa, ma è ancora fragile. Se c’è una mancanza di determinazione sulle riforme, se ci sono esitazioni, se ci sono problemi politici maggiori, sositene Barroso, la fiducia nell’UE da parte degli investitori potrebbesvanire. L’Italia e il Portogallo devono garantire stabilità sistemica o, presto, i risultati negativi si ripercuoteranno sull’intera euro-zona.

Il destino del paese, quindi, è legato con un filo diretto a quello di Silvio Berlusconi e alla sua permanenza in Senato. Se la Giunta formata dai 23 membri escluderà per sempre Berlusconi dai piani alti della politica italiana, probabilmente il Governo cadrà e l’Italia precipiterà nella voragine della grande crisi economica, trascinando con sé anche l’Europa. Gli occhi degli investitori e delle alte cariche dell’UE sono puntati sulla decadenza di Berlusconi e sulle sue conseguenze.

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