Published On: Gio, Set 12th, 2013

Liste d’attesa nidi e materne: confronto tra Ghiretti e De Lorenzi

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Botta e risposta tra il consigliere di Parma Unita, Roberto Ghiretti, ed il collega di maggioranza Andrea De Lorenzi sul tema delle liste d’attesa negli asili e scuole materne comunali. “Questo non è amministrare, è lasciare che le cose accadano” attacca l’ex assessore allo Sport, accusato invece dall’esponente grillino di inesattezze.

La dichiarazione di Ghiretti:

Ricordo bene quando a giugno interrogai in Consiglio comunale il vice sindaco Nicoletta Paci sulle liste d’attesa agli asili e le materne che contavano ben 1.518 famiglie escluse.
E ricordo bene la rassicurante risposta dell’assessore: “Si tratta di doppie e triple iscrizioni, a settembre i numeri saranno ampiamente ridimensionati”.
Facile vero? Peccato che a settembre scopriamo che le famiglie lasciate a piedi dal Comune di Parma sono ancora 950 con buona pace delle rassicurazioni offerte dalla Paci.
Mi sarei aspettato una riflessione più approfondita a questo punto, un tentativo di capire i problemi alla radice e, soprattutto, la messa in campo di azioni concrete ed efficaci per risolvere, se non completamente, almeno in parte il problema.
Macché, il refrain è ancora quello: le doppie e triple iscrizioni, cambia solo la data in cui tutto si risolverà magicamente.  Nel pensiero mite del vice sindaco infatti è a fine dicembre che dovremo aspettarci un drastico calo delle liste d’attesa.
Io non so, non voglio infierire, ma questo non è amministrare. Questo non è prendersi carico dei problemi e risolverli, questo è lasciare che le cose accadano, è vivere di dichiarazioni che purtroppo non affondano le radici nella realtà.
Qui non siamo di fronte a promesse elettorali non mantenute o a progetti irrealizzati, qui stiamo parlando di famiglie, di servizi per i quali la nostra comunità paga due volte, come parmigiani e come privati cittadini che vi accedono. Non è possibile, non è etico che questa sia l’unica risposta dell’amministrazione comunale.
Su questa vicenda si sono commessi errori e bisogna cominciare a dirlo. Si è voluto abolire il Quoziente Parma, si è sospesa la realizzazione di asili, si sono aumentate le rette e non un solo euro di questi è stato reinvestito per migliorare significativamente la qualità dell’offerta. E questo è il risultato. A questo punto invito il vice sindaco Paci a dire ai parmigiani la verità sulle politiche che ha intenzione di adottare, e cioè: se le liste d’attesa “dimagriranno” da sole bene, se no fa lo stesso!

La replica di De Lorenzi:

Leggendo le considerazioni del consigliere Ghiretti in merito ai bambini esclusi dalle scuole materne e dai nidi d’infanzia del Comune di Parma, ho trovato molti punti non chiari ed alcune inesattezze.

Per prima cosa, il numero delle richieste é diminuito dai 1518 di inizio estate a 950 di fine Agosto, cioè di circa il 39%. Non si tratta quindi di una diminuzione trascurabile, considerando anche il fatto che i dati sulle liste d’attesa potranno essere considerati definitivi non prima del mese di Dicembre, così come affermato in diverse occasioni dalla ViceSindaco.

Considerando il dato di partenza, ovvero il numero di bambini esclusi al momento dell’apertura delle liste (1518 rispetto ai 2000 posti da assegnare a bando, cioè circa il 42% rispetto alle domande iniziali), non possiamo che osservare un andamento in linea con i dati degli ultimi 12 anni: dal 2000 al 2012, 6 volte su 13 é stata superata la soglia del 42% , arrivando a toccare il 52% nel 2003 , il 49% nel 2004, il 47% nel 2006 e il 41%nel 2010 . Mi chiedo quindi come mai il collega Ghiretti si accorga solo ora di questa criticità. Forse a quel tempo i bambini esclusi non rappresentavano una priorità? Sinceramente non capisco.

Leggendo i giornali nazionali e attraverso un approfondimento basato sui dati forniti dalle amministrazioni, la situazione di Parma mi sembra coerente con quella che é la situazione generale del Servizio Educativo Comunale nelle varie città d’Italia, se non migliore.

La scelta politica dell’Amministrazione c’é stata ed é molto chiara: mantenere l’alta qualità del servizio (ricordo che a Luglio 2013 un’indagine di valutazione delle strutture del Comune di Parma rivelava che il 98% delle famiglie é soddisfatta del servizio) a fronte di un aumento necessario delle tariffe. L’alternativa, era quella di diminuire l’offerta in termini di qualità e di quantità.
Giova ricordare inoltre che questa Amministrazione ha utilizzato tutte le risorse derivanti dai maggiori dividendi IREN per aiutare le famiglie in difficoltà (riversandoli interamente nei settori Sociale ed Educativo).

Il consigliere Ghiretti poi afferma: “si sono aumentate le rette e non un solo euro di questi è stato reinvestito per migliorare significativamente la qualità dell’offerta”, come se l’aumento delle rette avesse portato ad un accantonamento con fini non chiari. Ricordo che più del 70% del costo dei servizi educativi (Nidi e Materne) é coperto dal Comune di Parma in modo diretto ed esclusivo. Questo dato fornisce un’idea netta e chiara dei costi di mantenimento del servizio. Le rette pagate dalle famiglie vanno interamente a coprire il restante 30% dei costi. Questo deve essere chiaro.

Quando si parla di sospensione di realizzazione di asili ci si dimentica della struttura di Corcagnano che, una volta ultimata, garantirà un evidente incremento dei posti a disposizione.

Porgo infine un invito sincero al consigliere Ghiretti: se ha proposte concrete da portare, noi saremo felici di ascoltarle, sedendoci attorno a un tavolo. Questa tematica é per noi di primaria importanza e siamo sicuri che un rapporto di reciproco ascolto e collaborazione porterà sicuramente a risultati più concreti che le semplici polemiche e discussioni fatte attraverso i media e i giornali.

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