Published On: Mer, Set 18th, 2013

Non giudicate il libro dalla copertina

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di GIORGIA FIENI – Da poco abbiamo parlato degli italiani in vacanza all’estero alla ricerca di nuovi cibi e di nuove ricette ma dobbiamo porre l’attenzione anche su quei connazionali che ci vivono tutto l’anno e che sono in cerca di prodotti per la loro alimentazione quotidiana.
Spesso affidarsi ad un marchio italiano riconosciuto sembra essere l’unica via percorribile, ma il prezzo d’acquisto non è quello a cui erano abituati.
Il problema dei prodotti da scaffale all’estero è però anche un altro: la grafica. Un’indagine compiuta in un supermercato Salisbury ha evidenziato per esempio come il pesto inglese si trovi racchiuso in una scatola raffigurante la verde campagna, quello italiano invece abbia un’etichetta semplice con qualche scritta e lo stesso dicasi per la pasta, l’olio d’oliva, il caffè, i formaggi. Pare insomma che all’estero i prodotti contraffatti possano contare su un packaging (basato sulla naturalità e sulla freschezza) più convincente di quello dei veri prodotti italiani, che naturali e freschi lo sono di certo.
Ciò che poi lascia veramente basiti è scoprire che lo stesso problema è applicabile anche ai nostri supermercati. Voi non ci fate attenzione, dite la verità…finché non ho letto la notizia non me ne stavo accorgendo nemmeno io: sono abituata a comprare certi tipi di prodotti e non guardo nulla tranne la scadenza…mi fido e metto nel carrello. E invece questi alimenti hanno immagini semplici, relegate di sfondo sotto il nome, e alcuni concetti che visivamente sarebbero più forti sono espressi a parole; proprio stamattina mi sono accorta che in una delle merendine prese della confezione, scritto sotto l’immagine del croissant c’era “con uova da galline allevate a terra” e mi sono chiesta: “Ma se anziché scriverlo in piccolo ci avessero messo una bella foto di una gallina libera in un cortile non sarebbe stato meglio?”…chissà, magari hanno pensato che, se lo avessero fatto, io avrei concluso che quella merendina era fatta con carne di gallina!
Quindi qual è il punto? Non meritiamo un bel packaging perché siamo così superficiali da pensare che tutto ciò che vediamo sia incluso nel prodotto? Invece credo che dovremmo, così saremmo costretti a leggere per bene l’etichetta con la lista degli ingredienti e perché in tal modo i nostri meravigliosi prodotti riuscirebbero a essere più competitivi sugli scaffali esteri di fianco a quelli “con la copertina migliore”..

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