Published On: Lun, Set 23rd, 2013

Parkour, Hip Hop e Breakdance: sport e passione nel cuore della periferia

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di TOMMASO ALBERINI – Le novità e i divertimenti per i giovani, a Parma, non sono esattamente all’ordine del giorno. Quando capitano, però, non bisogna lasciarseli sfuggire. Soprattutto se si tratta di mettersi in gioco e provare, con tanto di patrocinio del Comune di Parma e della Provincia, attività “atipiche” e “fuori dall’ordinario”. E’ il caso del frizzante pomeriggio di sabato 21 Settembre, che ha aspettato a braccia aperte giovani interessati e curiosi. L’evento “Open Day Open Mind”  è stata rappresentato da una serie di workshop gratuiti in cui è stato possibile provare i cosiddetti “urban sports”, dal parkour al hip hop, dalla breakdance al monociclo, tenuti da esperti e organizzati da UISP in collaborazione con la Cooperativa Gruppo Scuola, che si sono svolti nel Centro Giovani Montanara a partire dalle 16. Dalle 19 in poi si è invece assistito a vere e proprie esibizioni live di associazioni dilettantistiche di Parma,  “Spazio 84” e “Damas y Caballeros”, e di Piacenza, “Anthill Project” e “Parkour Piacenza”.

La scelta del luogo dove si è tenuto l’evento non è casuale, ha sottolineato Giovanni Marani, assessore allo Sport e Politiche Giovanili; “Open Day Open Mind” è infatti la conferma del successo dell’anno scorso, di cui l’assessorato si fa portavoce e ambasciatore per lanciare una sfida allo sport: far conoscere ad un pubblico più vasto gli sport urbani. Inevitabilmente questa sfida diviene una missione di più vasti confini: valorizzare spazi nuovi e inutilizzati, come le periferie cittadine (in questo caso il quartiere Montanara), spesso considerate semplici zone dormitorio della città. Gli sport “convenzionali” richiedono infatti strutture, costi di mantenimento, e a volte possono influire anche negativamente sulle persone, per la competizione che creano e la solitudine del punteggio da conseguire a cui condannano gli atleti.

<<Questi sport “nati dal cemento”>>  – è intervenuto Donato Amadei, responsabile Area Giovani UISP Parma – <<sono invece frutto di aggregazione sociale, puntano sull’aiuto reciproco e sull’imparare dagli altri divertendosi e crescendo insieme, e anche per questo costituiscono una ricchezza culturale da far conoscere.>> Non bisogna però pensare che praticare questo tipo di attività sia tutto rose e fiori. Come ci ricorda un incidente della cronaca estiva, infatti, esistono dei rischi. Ci tiene a ricordarlo Walter Antonini, delegato dell’Agenzia dello Sport della Provincia di Parma, che infatti aggiunge: <<Il parkour in particolare necessita professionalità, perché si trova sulla border line della sicurezza>>.

L’assessore Giovanni Marani ha infine fatto riferimento alla barriera fisica e metaforica da superare con gli sport urbani. Il “parkourista” infatti sfrutta degli ostacoli architettonici da saltare ed evitare muovendosi con ritmo. Allo stesso modo “Open Day Open Mind” si è ripromesso di superare la barriera di pregiudizi contro questi sport “di strada”.  Ardua impresa in questa città snob di circoli di tennis e maneggi. Ma il fine nobile e la passione genuina invocavano un tentativo. Staremo a vedere.

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