Published On: Mar, Set 3rd, 2013

Prove tecniche di paradiso terrestre

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di Renato Coppe – Quando il Padreterno creò la Terra, al momento di collocare sulle zone emerse del globo le varie popolazioni, molte di queste si precipitarono al Suo cospetto, inscenando aspre manifestazioni di protesta.
“Ma come – gridavano in raffreddorese – Tu che dici di essere giusto, e saggio, hai messo noi esquimesi su una terra coperta di neve e di ghiacci, agli estremi limiti della possibilità di sopravvivere!”
“E allora noi – imprecavano i beduini in gutturalese – che viviamo nella sabbia del deserto, che ci entra in gola, con un caldo insopportabile, stiamo forse meglio?”
Così pure protestava in umidese un sindacalista arrivato dalle paludi: “Noi siamo praticamente sempre a mollo nell’acqua putrida, e ci dobbiamo difendere da coccodrilli, serpenti velenosi, scorpioni e anche zanzare tigre, ma che vita è mai questa?!”
Poi, tutti in coro: ” Ma quello che ci fa più rabbia, Dio, è la Tua ingiustizia, i tuoi favoritismi: infatti, hai creato, in un momento in cui dovevi essere in luna molto buona, una piccola penisola, circondata da mari tranquilli, con delle montagne che riparano dai venti gelidi del nord, piena di piante, fiori, frutti, sorgenti d’acqua pura, fiumi e mari pescosi… Dov’è la tua giustizia nei nostri confronti?!”
Dopo che tutti ebbero esposto le loro lamentele, che il Padreterno, essendo poliglotta, aveva capito benissimo, così parlò:
“Vedete, figlioli, tutti voi siete sulla Terra per un breve periodo, ognuno di voi per dimostrare quello che saprà fare, anche lottando contro le avversità, con la vostra intelligenza, con la vostra tenacia, con le crescenti capacità che utilizzerete, e io, statene certi, saprò poi tenere in debito conto le varie esperienze che la vostra mente e la vostra volontà avranno maturato. Per quanto riguarda le vostre proteste, voi non sapete, come me, vedere nel futuro e quindi mi accusate di ingiustizia per aver creato un paese così bello che tra qualche milione d’anni si chiamerà Italia. L’ho fatto così bello quando stavo facendo le prove per creare il Paradiso Terrestre. Ma non dovete pensare che io sia ingiusto: infatti ho già previsto che questo Bel Paese andrà a finire peggio di quelli che voi ora abitate, perché, per pareggiare il conto, lo affiderò agli Italiani.”
Questa cronaca, è stata trovata in un archivio unificato della Cigiellecisluil, che aveva partecipato a quella prima contestata riunione con il Padreterno. Allora Lui partecipava ai colloqui di persona, ascoltava tutti e a tutti rispondeva. Da un po’ di tempo, però, usa più cautele: troppa gente si è fatta passare come Suo portavoce, Suo rappresentante, Suo ambasciatore, suo discepolo, scoprendo poi che molta di questa gente, per millantato credito, diceva cose che né Lui, e nemmeno suo Figlio, si erano mai sognati di dire; interpretavano in modo errato i Suoi insegnamenti, cercando di prendere poteri e vantaggi personali, invece di donare soltanto, come Lui aveva sempre fatto e anche raccomandato di fare. Inoltre, tutta questa gente si era spesso riunita in diversi enormi carrozzoni, perfino con servizi deviati, che provocavano, oltre a seri danni d’immagine divina, una quantità assurda di spese inutili  (per la causa), ma utilissime per il loro vantaggio personale, che finivano per annullare tutti i vantaggi!
Ma torniamo, per completezza storica, a quella famosa prova tecnica di Paradiso Terrestre che poi era stata chiamata Italia e che aveva sollevato tanti mugugni.
Come aveva previsto il Padreterno, quando aveva rassicurato della Sua grande equità i popoli dimostranti, in quella prima riunione sindacale, gli Italiani, da tempo, si sono avviati sulla buona strada per andare appunto a finire sempre peggio.
La penisola coperta all’inizio di piante e fiori, oggi mostra intere zone coperte da cemento, da asfalto selvaggio e da tonnellate di rifiuti; molti fiumi e torrenti, per i quali la natura, aveva creato gli spazi necessari per lasciarli scorrere senza far danni, oggi sono costretti dentro sponde strette, dighe e canali; quando si ribellano, perché non trovano spazio necessario per fluire, durante le piene di primavera, provocando alluvioni con vittime e danni, di chi è la colpa? E quando, sempre di più, questi fiumi vengono inquinati con scarichi abusivi dalle aziende, avvelenando le falde acquifere, o vanno loro malgrado ad irrigare con i loro veleni le colture di prodotti agricoli, di chi è la colpa?
E cosa dire dei mari, che sono pieni di rifiuti e di idrocarburi sparsi dalle petroliere?
E non meglio ci troviamo a livello politico, sociale ed economico.
Da troppo tempo gli Italiani, delle due l’una: o hanno scelto con votazioni democratiche di farsi governare da persone incompetenti, come si dice “con poche idee, ma confuse” e allora sono loro stessi degli ingenui, incapaci di fare scelte di cervello e non di piedi, quindi peggio per loro; oppure hanno scelto di farsi governare da persone disoneste, se non peggio, per di più voraci, che hanno interesse esclusivo solo per sé stessi, che continuano a sottrarre al Paese le risorse che produce a esclusivo loro beneficio, invece di utilizzarle per mantenere una economia sana, con adeguati servizi sociali e un ambiente vivibile: anche in questo caso, possiamo definirli non solo idioti, ma addirittura masochisti!
In ogni caso, nessuno ha mai detto alla popolazione italiana, visto che non riesce a capire da sola, che non basta mettere una crocetta su uno dei troppi simboli per ottenere automaticamente un governo buono? Che poi bisogna costantemente controllare il lavoro di chi abbiamo votato, per vedere se è capace e onesto; oppure se non è all’altezza, se perde del tempo senza concludere niente, o se si lascia influenzare dai molti che non vogliono rischiare, cambiando e riformando, di perdere la loro poltrona?
Purtroppo, tutte le generazioni che si sono succedute, imparando da quelle precedenti, si sono comportate e si comportano di conseguenza allo stesso modo, cioè il peggiore, perpetrando corruzione, mafia, egoismo, prevaricazione, crescente violenza: non la legge del giusto sembra vincere, ormai, ma quella del più forte; la legge di chi non dà nessun valore nemmeno alla vita, la legge della paura, del sospetto.
Anche le istituzioni pubbliche, preposte a combattere il degrado politico, civile, morale, oltretutto spesso minate persino al loro interno, sono intimidite da questa situazione ed evitano di scontrarsi apertamente con i poteri criminali, innescando una spirale perversa di mali che possiamo trovare tra questi: demotivazione, incapacità professionale a ogni livello, disinteresse per la cosa pubblica, disonestà civile per profitto personale, connivenze illegali, interessi illeciti e altri ancora. Di fronte a questi e altri mali che affliggono, anzi, distruggono la nostra società, sempre più invivibile e violenta, è ormai ora di cambiare sistema, prima di arrivare ai forconi, o peggio!

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