Published On: Ven, Set 20th, 2013

Scie chimiche: piovono bufale dal cielo

Scie chimiche

di DIEGO GUSTAVO REMAGGI – Le bufale corrono nei cieli, saltano su nuvole, brucano nembi e in quindici anni di vita ormai sono diventate molto più che grasse. Si nutrono di sostanze chimiche rilasciate tra immensi prati celesti allo stato brado, concimati da oscuri motori alati che avvelenano l’aria seminando morte e distruzione come genocidi calati teocraticamente dall’alto.

Quella delle scie chimiche, d’altronde è una bufala di cui ormai sappiamo tutto: dal momento in cui fu lanciata, alle prime volte in cui fu smentita, tra dubbi, conferme, gran voci e complottisimi sommessi. Oggi, tra Rete e social network, è una leggenda che continua a spaventare ed arricchire qualcuno, facendo vendere libri e dvd, facendo pienoni a presentazioni di sedicenti strampalate teorie e dilettando migliaia di persone tra risa e sberleffi.

Ma, come ogni bufala che si rispetti, c’è una via di mezzo, tra leggenda e verità.
Non è un caso che proprio di recente, il Movimento 5 Stelle di Nonantola, in provincia di Modena, abbia deciso di porre alcuni interrogativi sulle scie chimiche, ree di essere in grado di “modificare e causare danni all’ecosistema e alla salute dell’uomo”. I grillini insomma: insistono. Dopo signoraggio bancario, nuovi ordini mondiali, misteri irrisolti, ben lungi dalle esigenze reali dell’Italia, uno degli ordini del giorno a livello locale, arriva dal cielo. Anche in Parlamento se ne è parlato, sia chiaro. L’ultimo a farlo fu, nell’ormai lontano 2011 nientemeno che l’onorevole cittadino “responsabile” Domenico “Mimmo” Scilipoti, antesignano – ma mica tanto -, di trasmissioni televisive diventate ormai un culto per i fanatici del complottismo, come Voyager, e come programmi radiofonici più generalisti come quelli del palinsesto di Radio Deejay. Ma, alla fine, queste scie esistono davvero? Le prove più schiaccianti sono le fotografie del cielo. Immensità azzurre o grigie, di metropoli e province, tagliate da strisce bianche che frazionano il cielo sfumando in dissolvenza tra fiocchi e pennellate leggere. In Rete vi sono decine di migliaia di immagini, provenienti da tutto il mondo, che vedono aerei ed elicotteri neri che ammorbano in volo ogni luogo, motivati da “governi” cupi, spinti a controllare la popolazione con ogni mezzo. Gli esperti ne hanno già parlato, dall’America all’Italia, i cosiddetti “debunker”, distruttori delle certezze dei complottisti mondiali. “L’atmosfera è un fluido non omogeneo, in continuo mescolamento e le condizioni di temperatura, umidità e pressione, variano anche nel giro di poche decine di metri, come variano i forti venti di quelle altitudini”, sostiene Simone Angioni del Cicap sulla Stampa. Praticamente sarebbero i gas di scarico degli aerei a formare le scie di condensazione, sempre diverse sia per durata che per aspetto. In Italia, contrastato e denigrato da centinaia di complottisti convinti, Paolo Attivissimo ha posto un dubbio più che legittimo: “Chi sarebbe tanto fesso da distribuire agenti tossici in aria pur sapendo che, oltre alle sue vittime, anche lui stessi li respirerebbe?”.

Al di là di ogni teoria, però, le Scie Chimiche continuano a fare proseliti, e sono tanti a fare di esse un mantra da ripetere, come cavillo cui appendersi contro la critica convenzionale, contro governi e movimenti, per avere la convinzione di diventare salvatori del mondo, per voler diventare eroi rimanendo seduti, davanti ad un computer, a leggere di misteri e stregonerie.
Per loro, rivedere le proprie posizioni è come tornare alla dura realtà.
Davanti ad una scrivania, su uno schermo, le mefitiche essenze delle scie, non pioveranno mai.

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