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di ANDREA PAPA – Qualche tempo fa c’era chi diceva che i giovani italiani erano “choosy”. Così choosy che per il bando del progetto “Neet!” lanciato dal Ministero del Lavoro e che prevede tremila tirocini retribuiti (6 mesi al lordo di 500 euro) sono arrivate 19.000 domande.

Altro che bamboccioni quindi, è stata quasi una mossa della disperazione quella che ha spinto gli oltre diciannovemila laureati tra i 24 e i 35 anni (da chiarire, rigorosamente residenti solo nelle regioni di Calabria, Campania, Puglia o Sicilia) a fare domanda sul sito di Clic lavoro. Sono laureati che non lavorano, non studiano, e non fanno alcun tipo di tirocinio. Anzi, più che laureati, va detto quasi principalmente laureate, dal momento che delle diciannovemila domande, quasi il 75% (oltre 14.000) di queste sono state fatte da donne.

Le lauree necessarie per l’iscrizione sono quelle meno richieste sul mercato del lavoro, vale a dire quelle di area geo-biologica, letteraria, psicologica, giuridica, linguistica, agraria e politico-sociale. Il bando promuove tirocini da realizzare nelle 4 regioni convergenza (Campania, Puglia, Sicilia e Calabria), ma circa 200 tirocini sui 3.000 previsti possono essere realizzati in mobilità territoriale. Quindi anche aziende che hanno sedi operative nelle altre regioni possono candidarsi a ospitare tirocinanti, pur nei limiti quantitativi indicati. Il tirocinio dura 6 mesi e deve svolgersi integralmente nella stessa azienda, con la possibilità come detto, di fare comunque alcuni stage in mobilità (tirocini in tutte le altre regioni che non siano le quattro della convergenza) con una retribuzione di 1.300 euro mensili.

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