Published On: Lun, Ott 7th, 2013

Affamati di immagini. Il food-porn rende sazi

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di ANDREA PAPA – Pietanze da divorare con gli occhi, dita incredibilmente veloci che scattano e condividono immagini, occhi avidi e nascosti che ammirano piatti “virtuali”. Questo è quanto al giorno d’oggi si definisce food-porn, la pornografia del cibo.

Già nel 1984 la scrittrice britannica Rosalind Coward, aveva posto l’accento sull’estetica del piatto, dando notevole importanza alla presentazione del cibo, che se impeccabile, stimola un desiderio paragonabile quasi a quello sessuale.

Ed è di questi giorni la notizia che uno studio della Brigham Young University pubblicato sul “Journal of Consumer Psychology” ha appurato che la presentazione del cibo (soprattutto su Instagram) incide sulla mancanza di appetito.

Come è possibile tutto ciò? Di fatto si mangia prima con gli occhi che con la bocca, e i social network sono ormai diventati una dispensa inesauribile di prelibatezze. Su Flickr, ad esempio, esiste un gruppo interamente dedicato al food porn, con quasi 40 mila membri e più di 600 mila immagini caricate.

E dallo studio sopra citato è emerso che passare una parte del proprio tempo a guardare e “gustare” davanti ad uno schermo fotografie di vari cibi e pietanze induce il cervello a comportarsi come se le avesse già assaggiate, inibendo il desiderio di assaporarle realmente. Ecco quindi che nell’intricato meccanismo della nostra mente si viene quasi a creare una strana sensazione di appagamento, che ci spinge quasi a non voler più provare a sperimentare quel piatto già divorato con lo sguardo.

Guardare, “mangiare”, saziarsi e non ingrassare minimamente. Il sogno di ogni ragazza alle prese con la spada di Damocle giornaliera del “passaggio sulla bilancia”.

Solita bufala o “dieta delle immagini” che rivoluzionerà il rapporto uomo/cibo? C’è da fidarsi? Provare per credere!

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