Published On: Gio, Ott 10th, 2013

Affitti alti e in nero: una piaga italiana

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di ANASTASIA BIANCARDI – Avete dei figli universitari fuori sede? Allora sarete coscienti di quanto può costare mantenere uno studente fuori dalla propria città di residenza, soprattutto se il suo percorso di studi si svolge in una delle grandi città universitarie italiane. Oltre alle spese di iscrizione e alle tasse altissime che richiedono gli atenei per accedere alla laurea, la spina nel fianco delle famiglie è, solitamente, l’affitto di camere, spesso doppie o triple, dove far alloggiare i propri figli durante la loro esperienza accademica. La realtà italiana, ben differente da quella del resto d’Europa, non registra soltanto affitti altissimi soprattutto per chi desidera alloggiare in una stanza singola, ma anche contratti falsi e in nero. Sono proprio i numerosi contratti irregolari a svantaggiare gli studenti negando loro l’accesso ad agevolazioni offerte dalle università e dalle apposite organizzazioni, e a gravare, in buona parte, sull’economia italiana. Cgil e Sunia hanno denunciato un’evasione di imposta pari a 300 milioni di euro da parte dei proprietari di immobili che speculano sul diritto allo studio di 600.000 studenti universitari. I soggetti controllati sono stati soltanto 2.000 fra gli studenti fuori sede e la situazione si è rivelata allarmante. Su questo campione il 50% ha un contratto in nero, il 25% ha un contratto registrato per una cifra inferiore a quella reale, e per l’80% degli inquilini sostenere le spese di affitto incide pesantemente sul bilancio famigliare. I prezzi delle stanze in affitto, infatti, variano dai 350 ai 550 euro se condivise, e dai 500 ai 700 euro se singole.
Le Fiamme Gialle hanno già recuperato 11 milioni di euro, e presto altre cifre entreranno nelle casse dello Stato. Il progetto della Guardia di Finanza, però, è più ampio. I primi controlli fatti a Roma, Milano, Bologna e Firenze fanno parte di una collaborazione tra Stato, Regioni, Comuni, Asl e Atenei per fermare l’evasione e tutelare gli studenti e le loro famiglie. L’intento è quello di smascherare i cittadini disonesti che approfittano di una necessità per fare soldi facili ed evadere il fisco. Parte dell’iniziativa è anche una guida per gli studenti sui rischi del mercato nero degli affitti. Per la città di Roma, le Fiamme Gialle hanno già provveduto a mettere online un Vademecum per i giovani che alloggiano nella capitale.
Ma quello universitario è solo un piccolo mondo che racchiude le verità di una condizione più grave in cui versa l’Italia. Una delle più grandi piaghe del nostro paese è, infatti, l’evasione fiscale legata, non solo alle attività commerciali e lavorative, ma anche al possedimento di immobili non dichiarati e contratti d’affitto irregolari. «Per combattere l’evasione e far emergere il nero – spiega Laura Mariani, responsabile delle politiche abitative della Cgil – è necessario che vengano siglati dei ‘Patti antievasione’, che devono costituire veri accordi operativi tra Agenzia delle Entrate e Amministrazioni locali. Servono veri accordi operativi su programmi annuali (numero controlli, stima del recupero, modalità operative) che permetterebbero anche di reperire risorse strutturali da destinare al settore». Nonostante i controlli a tappeto da parte delle Fiamme Gialle, senza un apposito Patto sarà, quindi, difficile rimediare alla piaga che ammorba l’Italia, primo dei paesi europei stretto nella morsa dell’evasione.
(Anastasia Biancardi)

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