88678232.jpg.CROP.article568-large

di ANDREA PAPA – Alice Munro è così, è un personaggio atipico. E anche oggi, giorno in cui la scrittrice canadese di racconti brevi ha ricevuto il premio che è l’apice della carriera di qualsiasi scrittore, non è stata da meno. I giurati dell’Accademia di Stoccolma infatti, non essendo riusciti a rintracciarla in altro modo, hanno dovuto darle la comunicazione lasciando un semplice messaggio nella segreteria telefonica.

“Mi ero dimenticata di questa cosa, ma è meraviglioso”, queste le sue prime parole che dimostrano ancora di più la sua indole evasiva, contraria ai riflettori e ai fasti della notorietà, che l’aveva addirittura portata alcuni mesi fa a dichiarare che non avrebbe più scritto nulla.

Maestra del racconto breve, suo genere principe sul quale non esitava a scherzare (celebre la sua frase “cominciai a scrivere racconti perchè non avevo tempo per scrivere nient’altro, avevo tre bambine”), l’ottantaduenne canadese è la tredicesima donna a ricevere il riconoscimento, succedendo allo scrittore cinese Mo Yan, vincitore nel 2012. Nata nel 1931, la Munro, già vincitrice in passato per ben tre volte del più importante premio letterario canadese, con i suoi racconti brevi carichi di quotidianità e semplicità delle relazioni umane, ha conquistato anche il pubblico internazionale, raggiungendo la fama con le raccolte “Nemico, Amico, Amante..” del 2003 e “Troppa Felicità” del 2011.

E’ arrivata tardi forse alle luci della ribalta, soprattutto qui in Italia, in silenzio e in punta di piedi, senza il bisogno di dover creare alcun caso letterario. Ed anche per questo, il riconoscimento di oggi, non può far altro che ribadire ulteriormente come Alice Munro faccia parte ormai a tutti gli effetti dei pilastri della letteratura contemporanea.

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: