Published On: Mer, Ott 9th, 2013

Comune: la trasparenza inganna

COMUNE PARMA

di DIEGO REMAGGI – Dati, numeri, faccine colorate, classifiche e pagine di Internet che, pur inconsistenti, diventano trofei. Federico Pizzarotti ne è entusiasta: “Il sito web del Comune di Parma è tra i più trasparenti in Italia – scrive il Sindaco nella propria pagina di Facebook -, perché soddisfa al 100% tutti i parametri di trasparenza. È una grande soddisfazione, ma non solo, facciamo qualcosa che prima non veniva nemmeno pensato: da quando ci siamo insediati pubblichiamo costantemente tutte le determine dirigenziali. Solitamente le Amministrazioni le tengono gelosamente nascoste, perché al loro interno si celano spesso gli sprechi di denaro pubblico”.
Le cose, però, sono andate diversamente. Già, perché “La bussola della trasparenza dei siti web”, una sorta di database promosso direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, riporta la severa realtà dei numeri ad una dimensione più umana e meno edulcorata. Su oltre 8mila Comuni, Parma è arrivata terza, è vero, ma assieme ad altre centinaia di altre amministrazioni locali che hanno soddisfatto i criteri di valutazione in maniera quasi completa, facendo anche meglio del comune crociato. A far sfumare la prima posizione sono due sole voci riguardanti i “Provvedimenti dirigenti” e i “Provvedimenti organi indirizzo-politico”, accanto alle quali, ahimè, una faccia colorata di rosso, rimane triste e pensosa ad osservare quel 96,62% che sa di vittoria dimezzata.
Il risultato comunque c’è, l’Amministrazione pentastellata ha rispettato ciò che si era prefissata ancor prima di diventare maggioranza, la ricerca della tanto agognata Trasparenza sembra aver dato i propri frutti, superando persino il capoluogo felsineo, fermo a 76,92%, che in un anno spende quasi 120mila euro per la gestione della propria Rete civica. A Reggio, nonostante l’imminente stesura della fibra ottica e l’avvio della stazione Mediopadana sembra che il sito del Comune non funzioni tanto bene: male per i numeri di telefono e la posta elettronica, malissimo per le pagine circa l’organizzazione, i dati, i provvedimenti, i pagamenti informatici e le informazioni ambientali. Piacenza invece è un totale disastro e completa solamente 1 dei 65 requisiti stilati dal Ministero della Pubblica amministrazione e semplificazione, sempre meglio di Fidenza che non soddisfa nessuno dei parametri: 0 su 65, ovviamente bocciata.
Insomma, il Comune di Parma, in Rete, va forte. Merito del grande impegno della nuova Amministrazione, sicuramente; merito dell’attenzione quasi maniacale del popolo dei 5 Stelle a tutto ciò che è web, è vero (anche se a Ragusa i grillini vanno male e a Pomezia sono a 0); ma sembra quasi necessario, ad onor del vero, aggiungere che anche altre Amministrazioni hanno ottenuto grandi riconoscimenti nella gara della Trasparenza. Tra i primi comuni classificati ci sono città del sud, del centro e del nord, piccole o grandi, guidate da sindaci eletti tra liste civiche o “vecchi partiti”. Meglio di Parma ha fatto Pisapia a Milano, Fassino a Torino (raggiungendo realmente il 100%), De Magistris a Napoli (100%), Orsoni a Venezia (100%), mentre Tosi a Verona e Orlando a Palermo hanno raggiunto la stessa posizione del Comune di Pizzarotti.
Il più deluso dai risultati della Bussola è, a livello locale, il presidente della regione Emilia Romagna Vasco Errani che aveva fatto della “trasparenza” il suo vessillo. Dalla campagna elettorale alla gestione del post-terremoto dello scorso anno: “casa di vetro”, “accessibilità”, “nulla da nascondere”, sono stati i leit motiv dell’Amministrazione regionale, parole che, stando alle classifiche ministeriali, non sono riuscite a concretizzarsi, o almeno non fino ai primi di ottobre. Le regioni più virtuose sono Basilicata, Umbria e Valle D’Aosta, mentre sotto all’Emilia (posizione 14) ci sono solamente il Molise, la Campania, la Puglia e il Friuli Venezia Giulia. Nell’ambito della ricostruzione post-terremoto ci sono le note più dolenti, dato che lo stesso Errani promosse più volte la tracciabilità e il controllo di tutti i passaggi di denaro “per garantire l’equità, affinchè tutti gli aventi diritto possano accedere agli aiuti in condizioni di parità”. Parole cadute nel vuoto, pensando che gran parte delle province della regione risulta molto più virtuosa rispetto alla “vetrina” del parlamentino regionale. L’Amministrazione di Bernazzoli invece può dirsi soddisfatta, non c’è una “quasi” vittoria come per il Comune di Parma ma un buon piazzamento (12) assieme alle province di Lecco, Venezia e Vicenza.

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