Published On: Mer, Ott 9th, 2013

Debito congelato: si pagherà con gli Scec

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scec

di MARCELLO VALENTINO – Berlusconi ai servizi sociali? Con quale scorta? C’è di che ridere. E poi, che cazzo farà Berlusconi ai servizi sociali? Per me resta valida una multa milionaria per mantenerli, i servizi sociali. Ma la legge è legge, anche se del cazzo. Questa è solo una delle assurdi leggi che abbiamo in Italia. Hanno fatto di tutto per far uscire i pazzi dai manicomi. Ecco perché molti oggi siedono in Parlamento.
Parma Scec. Nessuno, nonostante tanti interventi, ha ancora spiegato bene cosa sono gli Scec e a che cosa servono. Se ne fa solo un gran parlare. Ghiretti dice che sono inutili e critica i 100 e passa permessi concessi all’associazione Arcipelago Scec Emilia Romagna, associazione che campa di volontariato e mangia Scec. A Parma, da quello che ho cercato di capire, c’è un gruppo che si chiama Parma Scec che andrà in giro in auto (altrimenti a cosa servono i permessi?) a proporre questi Scec ai commercianti, agli artigiani, agli esercenti in genere del centro storico e non. Ma qualcuno di voi sa a cosa servono? C’è stato qualcuno finora che ve l’ha spiegato? No? Ve lo spiegheranno prossimamente quelli che verranno da voi con questi ormai famigerati Scec. Io vi posso spiegare in poche parole cosa dovrebbero fare questi Scec. Questi Scec rappresentano il modo nuovo di fare baratto, cioè, scambiarsi beni e servizi tra attività: è una cosa vecchia come il mondo. In Svizzera esiste sin dal 1954, si chiamano Wir. Nacque con l’idea di scambiarsi, per l’appunto, beni e servizi tra varie attività in quanto la crisi di allora faceva sì che ognuno pagava l’altro con gli scambi, cioè barattavano tra di loro ciò che avevano. In Svizzera questo sistema ha avuto un gran successo, tant’è che oggi conta più di 60mila associati ed è stata costituita perfino una banca, Banca Wir. Ma questa è un’altra storia. La Svizzera non è l’Italia e gli svizzeri non sono gli italiani. Detto questo, se si voleva fare una cosa analoga anche in Italia, bastava semplicemente interpellarli questi signori della Wir e chiedere di adottare lo stesso metodo anche in Italia. Si avrebbe avuto un duplice vantaggio: primo, una grande credibilità del sistema, secondo, di effettuare anche degli interscambi con la Svizzera. Tenete presente che i Wir esistono anche in Italia tra il Ticino e i paesi confinanti, ma per i curiosi vi rimando al sito della Wir (http://www.wir.ch/it/) così se non altro vi erudite un po’ di cosa vuol dire fare baratto in un modo serio. In Italia sulla scia dei Wir si sono buttate tantissime organizzazioni più o meno serie e, come al solito, ne è venuta fuori una minestra mal riscaldata. Dietro il baratto si nascondono truffe di ogni genere, ma anche questa è un’altra storia all’italiana. E veniamo agli Scec. Questi signori che verranno a spiegarvi cosa sono vi diranno semplicemente che con questi Scec voi potrete comprare dai vostri vicini, se anche loro sono d’accordo, quello che loro vendono o fabbricano: ammazza che idea! Io da quando ho fondato la mia prima azienda nel lontano 1978 faccio baratto con i miei clienti e credo come me tanti altri imprenditori, senza aver mai avuto bisogno di Scec o di assessori come Casa che il cilindro farebbe bene a tenerselo in testa per coprirsi il ciuffo. Oggi la mia azienda scambia il 5% del fatturato in beni e servizi con i miei fornitori-clienti. Su Zerosette reclamizzo pubblicità in cambio merce, cosa che faccio da una vita. Senza voler fare polemica con nessuno, dico solo che anche i politici dai tempi dei tempi praticano il baratto. Ma la Svizzera, dai tempi dei tempi, non ha mai fatto un’insalata di tutto. A voi cari commercianti, artigiani, esercenti, dico solo una cosa: state attenti, se volete fare veramente baratto, fatelo direttamente senza intermediari. Gli intermediari, lo dice la parola stessa, siccome intermediano, qualcosa devono pur guadagnare. E poi se volete gli Scec, dopo tanto parlare, ne avete provate tante, provate anche questa. Non sarà la peggiore, ma occhio, a furia di andare al lardo, prima o poi la gatta ci lascio lo zampino. Scec Scec, sembra il ballo che ormai è passato di moda da un pezzo.
Anche oggi ho finito per parlare dell’ennesima cassata. Ma chiudo e vi ricordo un po’ di cose serie. La più serie di tutte è il debito del Comune, ormai sepolto sotto lo zerbino di Pizzarotti. Il sindaco dal sorriso smagliante che ignorando l’ordine di Grillo (niente tv) risponde alle domande artefatte dei cittadini via tubo catodico. Ricordo al sindaco le cose importanti per cui è stato eletto. L’inceneritore che ormai lo sta facendo nero, le partecipate che languono, la città blindata a cui manca solo la porta e la dogana. Per tutto il resto vi rimando al film di Troisi e Benigni: “Dove andate? Da dove venite? Cosa portate? Cinque centesimi”. Vi farà un po’ ridere, ma di questi tempi ne abbiamo veramente bisogno. Ciao topone.

Con l’appoggio al governo Letta da parte di Berlusconi abbiamo assistito all’ennesima truffa ai danni degli italiani.

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  1. claudio cerchiaro ha detto:

    Non sono un giornalista ma temo che di questi tempi ci sia inflazione , sopratutto di giornalisti disinformati per cui mi permetto attraverso un breve scritto di un nostro attivista che gratuitamente lavora da volontario come ciascuno di noi alla diffusione dello scec sul territorio di parma di darle qualche informazione in modo da avere un minimo di cognizione di causa nell’espletare il suo lodevole lavoro di informazione (corretta e apolitica come l’associazione Arcipelago ace).

    COS’E’ LO SCEC?
    PERCHE’ PUO’ ESSERE UTILE?
    CHI NE PUO’ TRARRE BENEFICI?

    PREMESSA

    La logica di “mercato”, che è diventata ormai l’unico strumento di relazione fra le persone, sta dominando la nostra vita sociale oltre che l’economia, e quindi, quando si parla di solidarietà fra uomini, e del legame fra questi ed il territorio in cui essi vivono, le persone sono scettiche.

    Noi di Arcipelago Scec ci siamo accorti che, anche osservando la nostra vita “economica” da un punto di vista meramente “commerciale” vi era un tipo di “transazione” che faceva svanire un pezzetto di ciò che fino ad un attimo prima aveva un determinato valore (prezzo). Ovvero l’applicazione di uno SCONTO.

    Lo SCONTO viene applicato dai produttori e dai commercianti generalmente per accattivare il cliente, per farlo tornare, per creare ciò che viene definita “fidelizzazione”. E’ una forma leale di concorrenza che produce un vantaggio al consumatore.
    Ma anche una perdita di valore per il venditore.
    Lo SCONTO crea una situazione dove c’è un VINCITORE, il cliente, ed un PERDENTE, il venditore. E per quest’ultimo non è una garanzia di fidelizzazione, perché il cliente può rivolgersi al altri negozi che lo praticano, magari in misura maggiore.

    Quindi lo SCONTO è soltanto un DONO che il venditore fa al cliente, che si esaurisce quasi sempre nell’attimo in cui si applica. Oggi è solo fine a sé stesso. La somma di tutti gli sconti praticati da tutte le aziende in un anno che entità potrebbe avere? Perché perdere questo valore? Che ha un contenuto di solidarietà sociale oltre che commerciale?

    Abbiamo provato a DARE FORMA ALLO SCONTO, creando una moneta che non è più una moneta di scambio o di prestito, come la normale valuta internazionale, ma che LASCIA IN MANO AL VENDITORE QUALCOSA QUANDO PRIMA NON GLI RIMANEVA NULLA. Non c’è più una transazione che prevede un perdente ed un vincitore, ma un risultato ALLA PARI. In una parola SOLIDALE.

    IN CHE MODO?

    Per non disperdere questo atto di generosità fra venditore e compratore, abbiamo creato lo Scec che altro non è che un foglio di carta, apparentemente senza valore, che dà corpo allo “sconto”.

    LO SCEC E’ UNA MONETA DI “DONO”. E’ QUESTO IL VALORE DELLO SCEC.

    Gli SCEC sono biglietti cartacei che possono accompagnare gli euro negli acquisti e che servono per ottenere uno SCONTO dal venditore, il quale incasserà il prezzo del bene in euro e una piccola parte, stabilita da lui stesso come “sconto” sul prezzo pieno, in SCEC.

    A differenza del normale sconto, quindi, il venditore avrà in mano un qualcosa, lo SCEC, che potrà utilizzare egli stesso in seguito. Si è così materializzato lo “sconto” che è diventato qualcosa di riutilizzabile, mentre prima era una specie di vuoto a perdere.

    Se il venditore applicava il normale sconto, non avrebbe avuto in mano nulla, mentre lo SCEC, a differenza dei soliti “buoni sconto” E’ RIUTILIZZABILE DA CHI LO RICEVE.

    Chi lo incassa potrebbe chiedersi “e adesso cosa me ne faccio?”. Semplice: lo si può usare nel circuito dello SCEC come fosse una MONETA LOCALE, quindi lo si può “spendere” in altri negozi o fornitori di servizi che accettano SCEC. Quindi la “perdita” che caratterizzava la solita forma di “sconto”, potrebbe non rivelarsi più tale, ma diventare un valore.

    MONETA DI DONO, MA ANCHE MONETA LOCALE DI SCAMBIO

    Come una qualunque moneta locale, lo SCEC produce vantaggi nell’economia del territorio, poiché
    LO SCEC E’ GRATUITO, NON COME L’EURO CHE GRAVA SUL DEBITO PUBBLICO E SUL PAESE CHE NE RICHIEDE L’EMISSIONE
    LO SCEC NON E’ UTILIZZABILE NEL MERCATO GLOBALE PER CUI RESTA ANCORATO AL TERRITORIO E VALORIZZA L’ECONOMIA “LOCALE”
    LO SCEC NON SCATURISCE DA BANCHE O ISTITUTI DI CREDITO E QUINDI NON E’ GRAVATO DA SPESE DI INTERMEDIAZIONE BANCARIA

    ma attenzione, rispetto alla moneta locale, lo SCEC produce altri vantaggi:
    LO SCEC, ESSENDO UNO SCONTO, E’ ESENTE DA TASSE;
    LO SCEC CREA UNA CATENA DI SOLIDARIETA’ SOCIALE, NASCENDO DA UN ATTO DI “DONO”
    LO SCEC NON PREVEDE UN CONTROVALORE DA DEPOSITARE IN EURO PER CUI GLI SCEC SI SOMMANO AI REDDITI CHE LE PERSONE POSSIEDONO

    Ecco perché SCEC vuol dire SOLIDARIETA’ CHE CAMMINA. Perché si basa su un concetto solidale. Se io accetto gli SCEC devo poter usare gli SCEC che ho. Se io li uso, devo anche accettarli. Ecco che la MONETA DI “DONO” diventa uno strumento non più utilitaristico, come la moneta classica, ma ha un contenuto “di valore”, a cui stiamo dando CORPO PER POTER CREARE UNA CATENA ECONOMICO-SOCIALE. E’ la solidarietà CHE CAMMINA.

    QUANTO COSTA LO SCEC?. NULLA. Se la cosa ti interessa, anche solo per fare un esperimento, basta che ti iscrivi ad Arcipelago SCEC e te ne regaliamo subito 100. Ecco il nostro primo ATTO DI DONO.

    LO SCEC E’ FIGO. Infatti si sta diffondendo in tutta Italia. Basta vincere la diffidenza iniziale e ti sentirai parte di un gruppo di persone che “camminano” verso una società un po’ più libera dall’oppressione delle speculazioni finanziarie. Puoi usarlo da collezionare, perché ogni pezzo è quasi unico. Puoi “donarlo” a chi vuoi, magari offrendo da bere ai tuoi amici tirando fuori questa novità per far vedere a tutti che sei più avanti. Oppure puoi semplicemente usarlo come normale moneta insieme agli euro. Tutto ciò, incredibile ma vero, SENZA SPENDERE NIENTE. Figo no?

    Se ne vuoi sapere di più, e “navigare” nell’Arcipelago Scec, vedi: http://www.scecparma.it

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