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di AURORA PATERA – Tremila euro non sono pochi per un artigiano, anche se la cronaca ci abitua a cifre ben più alte. Diventano troppi quando si pretende di farli pagare due volte. Si tratta della vicenda, conclusasi con un lieto fine, che vede protagonista il titolare di una ditta d’imballaggi di Mantova, Ivan Marini.

L’uomo, trovandosi in un periodo difficile, chiede e ottiene la rateizzazione del suo debito nei confronti dell’Inps, con rate da circa 150 euro al mese. Saldato il debito nel 2007 si considera al sicuro.

Nel 2009, dopo due anni, Inps revoca la rateizzazione e contesta il mancato pagamento di quattro rate. Questo spinge Marini, sicuro di aver pagato fino all’ultimo centesimo, a ricorrere per vie legali nei confronti sia di Inps che di Equitalia. Lo stesso anno però a Marino viene revocata da Equitalia un’altra rateizzazione con lo stesso motivo per un importo risalente al 2000 e rateizzato per la seconda volta nel 2005, anche questo pagato per intero. Questa volta Equitalia procede al fermo amministrativo della moto e dell’auto di Ivan Marini. Si scoprirà durante il processo che le rate che risultavano mancanti erano state trattenute da Equitalia senza che Inps ne ricevesse comunicazione. I due enti sono stati condannati a risarcire per intero l’uomo per danni patrimoniali e non, in entrambi i casi.

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