Published On: Lun, Ott 28th, 2013

“Il bacio del pane” di Carmine Abate all’auditorium Parma Lirica

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di ANDREA PAPA – « Il pane non si butta così, come una pietra senza valore. Il pane è la vita ci vuole troppa fatica per farlo ».

Tutto ruota intorno al pane nel nuovo libro di Carmine Abate, intitolato appunto “il Bacio del Pane”, presentato ieri sera, domenica 27 ottobre all’auditorium Parma Lirica.

Ma non di solo pane l’autore calabrese (già vincitore nel 2012 del premio Campiello con “la collina del vento”) ha parlato nell’incontro voluto da Raffaele D’Angelo, Presidente del Comitato culturale calabresi di Parma, che ha visto inoltre la presenza di numerosi affezionati lettori che hanno avuto la possibilità in precedenza di far autografare le proprie copie del libro dall’autore stesso alla libreria Ubik di via Mazzini.

Dopo la lettura di un breve passo del primo capitolo del libro, introdotto da Raffaele D’Angelo, Carmine Abate ha candidamente snocciolato tutte le caratteristiche salienti della propria opera, temi peraltro ricorrenti già nelle sue opere precedenti, come la Calabria, l’emigrazione, la lotta contro la criminalità, la necessità di conoscere le proprie radici per trovare la propria strada nel Mondo, aggiungendo inoltre come nel libro egli stesso si proponga di raccontare i Valori attraverso cose concrete e non mediante un racconto didascalico; sono vere e proprie esperienze di vita quelle presenti nell’opera e l’autore stesso nel suo discorso, ha spiegato ai presenti come il romanzo non sia nato esclusivamente con l’intento di raccontare questi valori, ma anzi si rifaccia ad un reale episodio relativo alla propria infanzia.

Per raccontarli dunque dà vita a un gruppo di ragazzi adolescenti. Vivono in varie parti d’Italia e in Germania, ma d’estate tornano a Spillace – un paese calabrese dal nome immaginario in cui sono nati e cresciuti i loro genitori – per mescolarsi con i coetanei che quel paese non lo hanno mai lasciato. Sono giovani, in bilico tra la  cultura “tradizionale” degli adulti e il nuovo che avanza, attratti dal richiamo alla maturità e dalla baldanza che viene loro dal vivere un’età in cui tutto è possibile. Non sanno ancora che l’incontro con un uomo misterioso, che vive nascosto e isolato dal mondo in un luogo magico e incontaminato, protetto dalla natura selvatica, li traghetterà in fretta verso l’età adulta, “come succede ai fichi che la sera sono acerbi e al mattino diventano maturi al punto giusto”.

Incalzato poi da una domanda proveniente dalla platea, Abate ha parlato delle sue origini arbëreshë, e della sua vita da emigrante che ha “trasformato l’infelicità della partenza in ricchezza”, iniziando una vera e propria “vita per addizione, che non comporta nessuna scelta tra Nord e Sud, nessuna distinzione tra lingua del cuore e lingua del pane.

“L’emigrazione è negli occhi degli altri”. In questa frase Carmine Abate ha raccolto tutto il significato della propria vita e della propria opera, concludendo infine l’incontro in un’atmosfera quasi magica, con la lettura di un’ulteriore passo del libro, indirizzando la platea ad un immaginario sguardo verso le infinite stelle cadenti della Notte di San Lorenzo nei pressi della Cascata del Gigliotto.

“Il bacio del pane”, edito da Mondadori nel 2013, e facente parte della collana “Le Libellule”, si compone di 176 pagine, e costa € 12,00.

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