Published On: Gio, Ott 24th, 2013

Il bombarolo scrivano si prende una pausa

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di DANILO COPPE –

Care lettrici e cari lettori.
Con questo articolo chiudo un ciclo di miei interventi redatti per Zerosette.
Devo prendermi una pausa. Data la natura degli argomenti trattati vi assicuro che non è stato facile in questi 6 anni dire cose diverse per 4 volte al mese. Credo sia salutare una vacanza di riflessione. In questi anni credo di aver parlato e “sparlato” di tante cose che non funzionano in Italia nel campo della criminologia e della sicurezza. Ho cercato di essere “bi-partisan” anche se magari non sempre questo è potuto emergere. Che siamo in uno strano Paese, è chiaro a tutti. Un luogo dove, seppur è presente il maggior numero di Leggi al mondo, la loro applicazione è sempre affidata alla libera interpretazione del poliziotto, del sindaco o del magistrato di turno. Il nostro Stato è il regno dell’approssimazione, del provvedimento temporaneo, dei privilegi ingiustificati, delle spintarelle, degli “accomodamenti”. Di contro è anche uno dei Paesi al mondo dove si vive meglio, vuoi per la cucina, vuoi per il clima, vuoi per la simpatia degli Italiani rispetto a tanti altri Europei. Scrissi, tanti anni fa, su queste pagine, che mi sento, rispetto all’Italia, come il marito innamorato della moglie zoccola. Quindi, nel mio piccolo (piccolissimo), ho cercato, attraverso queste pagine, di dare un contributo nel tentativo di risvegliare le coscienze. Anche dicendo cose non condivisibili, ho provato a stimolare un maggior libero arbitrio nel pensare e soprattutto, nel filtrare le notizie che i media ci propinano da tutte le direzioni. Una piccola parte della stampa in Italia è comunque libera e io ne sono una dimostrazione. Ma è più spesso libera di essere faziosa ed imprecisa. A tutti i livelli. C’è il giornale di partito e c’è quello di “corporazione” (questo giornale è di un editore che opera nel campo della pubblicità, ma io non ho risparmiato alcuni “strali” contro certe forme di promozione). Come succede anche a tanti grandi “firme” del giornalismo, il mio contributo è stato sicuramente modesto se non addirittura insignificante.
Ho circostanziato critiche costruttive contro le Istituzioni, altre meno costruttive contro le multinazionali, contro lobby e corporazioni, contro molte imprese di costruzioni e di demolizione, contro certi servizi pubblici e contro tanti imprenditori privati senza scrupoli. Grazie a questa rubrica ho aggiunto diversi nemici alla schiera peraltro già ben nutrita dei miei detrattori. Ma ho anche raccolto soddisfazioni nel ricevere attestati di stima da tanti lettori di Zerosette. Quelli che, riconoscendomi, mi hanno detto che concordavano molto spesso con quanto ho scritto. Dopo aver parlato di sicurezza ho voluto fare, tempo fa, quello che nessun giornale ha mai fatto in modo sistematico: sentire il parere di chi la sicurezza la gestisce davvero a livello istituzionale. I lettori hanno potuto confrontare le risposte e, leggendo “tra le righe”, spesso si è potuto comprendere il loro reale pensiero. Mi ha sorpreso la disponibilità di tutti a prestarsi alle mie domande, spesso giudicate “pelose” o “fonti di imbarazzo”. Salvo rari casi, nessuno si è sottratto. Consideriamo inoltre che Zerosette è un giornale controcorrente, libero da condizionamenti editoriali relegabili alla politica o al business. Chissà se, per gli intervistati, ha prevalso un normale senso di vanità oppure, semplicemente, qualcuno era solo curioso di sottostare all’intervista anomala richiesta da un giornalista anomalo come me, in realtà un bombarolo buono. Tante iniziative della mia rubrica sono state poi “copiate” da altre testate più importanti, segno evidente che le idee erano buone, come quelle puntate dedicate alle difese dai furti e dalle rapine.
Spero di aver contribuito a consolidare il ruolo di Zerosette come realtà informativa della provincia di Parma. Confido di aver “fidelizzato” qualche lettore in più. A tutti quelli che hanno letto quello che ho scritto va il mio più sentito ringraziamento. Un grazie anche all’Editore ed amico, Marcello Valentino, anche se mi ha schiavizzato per oltre 6 anni. Ho apprezzato il suo sostegno incondizionato anche quando ai Direttori che si sono alternati alla guida del giornale, veniva l’orticaria nel leggere anticipatamente quanto sarebbe poi stato pubblicato. Alla fine di querele non ne sono arrivate. Buon segno. Vuol dire che nessuno dei “tirati in ballo” ha voluto creare un “caso”. Un po’ mi dispiace, ma mi consolo pensando ai molti individui che avranno masticato amaro. Anche perché se è vero che “Scripta manent”, anche sul web i miei pezzi resteranno indelebili per molto tempo ancora.
Un caro saluto a tutti Voi.
Voster, semper voster
Danilo Coppe

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