Nicholas-Nauman-and-Eva-Schmidt-Eat

di ANDREA PAPA – Quando si mangia non si parla! Quante volte l’abbiamo sentito ripetere nella nostra infanzia da mamme e nonne, un assioma assodato con il quale siamo sì cresciuti, ma di cui ci siamo ben presto dimenticati. Eppure, non se lo sono dimenticati a Greenpoint, New York, nello specifico nel ristorante “Eat”, dove la regola principale è che “il silenzio è d’oro”.

L’idea del proprietario nonché giovanissimo chef del ristorante Nick Nauman infatti è proprio questa: quella di proporre ai propri clienti, una volta al mese, in uno dei posti più glamour di tutta la Grande Mela, di cenare come se si fosse in un monastero. Eat, in quanto ad arredi o attrattive non ha nulla di particolare, minimalismo imperante, i piatti sono tutti rigorosamente fatti con ingredienti naturali e biologici, e l’unica peculiarità è proprio la scelta di mettere al bando qualsiasi tipo di conversazione, per dare, usando le parole di Nauman, “un modo di concentrarsi sull’esperienza del mangiare, una delle attività umane più profonde”.

Una cena da Eat dura almeno novanta minuti, e se qualcuno “osa” rompere il silenzio viene punito: proprio così, il suo piatto infatti viene tolto dal tavolo e trasferito su una panca all’esterno del locale. E guai a pensare che l’idea geniale avuta da Nauman sia un’assurdità, poiché altre iniziative stanno iniziando lentamente a prendere piede; Honi Ryan, un’artista australiana che ha organizzato feste silenziose in giro per il mondo, sta pensando di aprire in ottobre un ristorante come “Eat” a Londra, dichiarando entusiasta: “è una chance di connettersi in uno spazio reale in mezzo a un mondo mediato da parole e immagini per rivelare l’umanità che è alla base di tutti noi”.

E allora silenzio, si mangia!

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