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di AURORA PATERA – L’Aquila strozzata da Equitalia a causa di una guerra politica a suon di multe. È quello che emerge dalle dichiarazioni di Massimo Cialente, primo cittadino del capoluogo abruzzese, che si è sfogato sulla sua pagina Facebook commentando: «che faccio? Rido? Mi suicido? Invoco un’epidemia?». Nessuna delle sue tre soluzioni però potrà cancellare il debito di decine di migliaia di euro maturato nei confronti di Equitalia a causa di multe non pagate dalle amministrazioni precedenti e comminate dagli stessi vigili urbani del Comune e relativa mora. Il sindaco prova a fare luce sulla faccenda e racconta che «negli anni 2002-2006, vi erano guerre interne tra i dirigenti ed assessori della giunta Tempesta. Ed allora i vigili dovevano appostarsi per multare le auto, anche con motivazioni stravaganti. Ho chiesto di indagare su quei verbali. Ve ne porterò a conoscenza», poi si chiede: «Ma L’Aquila era un Comune normale?». Quale che sia la risposta, il peso di questa guerra comunale fratricida graverà sulle spalle dei cittadini, sarebbe il caso di chiederlo a loro.

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