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di ANDREA PAPA – La Corte Europea per i Diritti Umani ha stabilito che la Spagna dovrà liberare Ines del Rio Prada, terrorista dell’ETA, in carcere dal 1989 dopo la condanna ad oltre tremila anni di detenzione per i ventiquattro omicidi commessi in una serie di attentati negli anni ’80.

La decisione è stata presa in contrapposizione alla pratica comune dell’ autorità iberica che consente la detenzione dei separatisti baschi anche nel caso essi abbiano ottenuto degli sconti di pena, ritenuta in aperto contrasto con quella che è la Convenzione europea dei Diritti Umani. Il rilascio della donna era infatti previsto per il 2008, ma la riduzione della pena invece che essere comminata sulla pena massima di 30 anni era stata applicata alla pena totale degli oltre tremila anni.

Per ora la decisione della Corte europea verrà applicata solo nei confronti della Rio Prada, sebbene il timore delle autorità spagnole che questo possa portare a nuove richieste da parte di oltre un centinaio tra terroristi e assassini di ricevere un medesimo trattamento sia alto.

Intanto a Bilbao, nei Paesi Baschi, una folla ha accolto con applausi e grida la decisione della Corte, chiedendo nel contempo il rilascio degli ex combattenti dell’ETA.

Non va dimenticato che il 20 ottobre del 2011, tramite un comunicato stampa, l’ETA, dopo 43 anni di lotta armata, 822 assassinii, ed oltre duemila altre vittime stimate, aveva annunciato la fine irrevocabile della propria attività armata (senza però abbandonare il progetto politico separatista di pacificazione del conflitto).

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