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di ANDREA PAPA – La crisi sta ormai cambiando tutte le abitudini degli italiani. E non parliamo soltanto delle abitudini a tavola, ma anche e soprattutto di abitudini a livello lavorativo. Sì, perché in Italia la geografia del lavoro si sta lentamente evolvendo, cambiando largamente quelle che sono le aspirazioni dei nostri giovani. E l’analisi di Coldiretti sulle iscrizioni alla scuola secondaria non fa che fotografare alla perfezione questo “cambiamento”: niente più indirizzo industriale, ma al contrario c’è la corsa all’iscrizione nelle scuole di enogastronomia, turismo, e soprattutto agraria, pressochè deserte fino a qualche anno fa.

“Quest’anno – dichiara la Coldiretti – si sono iscritti alle prime classi degli istituti professionali per le produzioni industriali, la manutenzione e l’assistenza tecnica 21.521 giovani, meno della metà di quelli che hanno optato per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, che sono stati 46.636, mentre sono salite a 13.378 quelle agli Istituti professionali e tecnici di agraria.”

Le stime fatte dalla Coldiretti chiariscono quindi complessivamente la situazione delle iscrizioni dei giovani italiani, con il 49% che ha scelto il liceo, il 31,4% gli istituti tecnici, ed il restante 19,6% gli istituti professionali.

E non è un caso che gli ultimi sondaggi fatti sul tema abbiano riportato che il 54% dei nostri giovani preferirebbe di gran lunga gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale oppure fare l’impiegato in banca.

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