donna che non riesce a dormire
Una ricerca dell’università svedese di Uppsala dimostra come poche ore di sonno, causando l’alterazione del rapporto tra due ormoni regolatori, grelina e leptina, aumenterebbero il nostro desiderio di cibi calorici
Esiste un nesso, scientificamente provato, tra l’insonnia e il desiderio di mangiare, relativo al fatto che chi dorme poco acquisterebbe più cibo e oltretutto quelli più calorici, rispetto a chi dorme sonni tranquilli. Lo dimostra una ricerca dell’università svedese di Uppsala, effettuata su un campione di volontari, e pubblicata sulla rivista Obesity.
Ai volontari sono stati messi a disposizione 50 euro per fare la spesa; in una prima fase questi si sono recati in un alimentari dopo una notte insonne, ed hanno acquistato cibi con valore calorico superiore del 9%, rispetto al caso in cui la spesa venisse fatta dopo una notte di regolare riposo.
I ricercatori hanno studiato attraverso la risonanza magnetica funzionale il cervello di 12 uomini di peso normale mentre guardavano immagini di cibo e hanno confrontato i risultati dopo una notte di sonno normale con quelli ottenuti dopo una notte senza sonno. «Dopo una notte di perdita di sonno totale – spiega Christian Benedetto (ricercatore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Uppsala) – questi uomini hanno mostrato un alto livello di attivazione di una zona del cervello coinvolta nel desiderio di mangiare. Tenendo conto che la mancanza di sonno è un problema sempre più diffuso nella società moderna, i nostri risultati possono spiegare come mai l’abitudine a dormire poco può influenzare, nel lungo periodo, il rischio di diventare sovrappeso. È quindi importante dormire all’incirca otto ore a notte per mantenere un peso corporeo stabile e restare in salute».

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