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Erano anni che riceveva minacce e davanti a quel pacco sospetto ha preferito avvertire la polizia. E, infatti, all’interno di un hard disk si trovavano un etto e dieci grammi di polvere nera compressi da una fascia metallica. Il pacchetto, arrivato presso la redazione della Stampa mercoledì sera era destinato a Massimo Numa, cronista che segue gli eventi legati all’Alta Velocità e finito, da tempo, nel mirino dei settori più violenti del movimento No Tav. Gli specialisti sono riusciti a disinnescare l’ordigno che era confezionato per uccidere in quanto, una volta collegato l’hard disk al computer, la lamina metallica sarebbe stata mandata in pezzi.

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