Published On: Gio, Ott 10th, 2013

Parma, provincia multietnica

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E’ sempre più una terra multietnica la provincia di Parma, in Italia una delle più abitate da cittadini stranieri. E anche se la spinta a venire a Parma è fortemente ridimensionata dalla crisi, quella degli stranieri è una presenza consolidata, misurata al 1 gennaio 2013 in 60.550 residenti stranieri (447.251 la popolazione). Un 13,5% che conta anche economicamente visto che sono 33mila i lavoratori  stranieri nel territorio, di cui 28mila residenti. Una presenza sempre più femminile (il 51,7% sono donne) che segna di sé la comunità Parmense in cui un nato su quattro è figlio di genitori di nazionalità non italiana e  che manda a scuola circa 7.400 alunni stranieri (pari al 15,5% su un totale di 47.500 studenti).

Sono alcuni degli elementi contenuti nel Rapporto sull’immigrazione 2012 presentato oggi nella sede della Provincia nel corso di un incontro in cui si sono approfonditi diversi aspetti del lavoro svolto dall’ente con il concorso di tanti soggetti che operano nelle rete dell’integrazione le cui opinioni sono state raccolte nel report insieme alle testimonianze di stranieri residenti.

“Sono riflessioni di chi opera sul campo e storie della vita di diversi immigrati che fanno da corredo ai dati, un tentativo che abbiamo fatto di dare un’anima ai numeri – ha spiegato Marcella Saccani, assessore provinciale alle Politiche sociali aprendo l’incontro al quale sono intervenuti Michele Rossi di CIAC onlus, le consigliere di Parità provinciale Cecilia Cortesi Venturini e regionale Rosa Amorevole, il dirigente scolastico Adriano Cappellini mentre Gian Marco Baroni dell’Ufficio provinciale statistica e Francesco Cirillo, sociologo, hanno illustrato dati demografici e l’analisi del report.

Eventi come quelli di Lampedusa cambiano la riflessione – ha continuato Saccani e allora viene in mente che questa anima che abbiamo abbinato alla freddezza dei numeri si è perduta e lacerata perché non sa mettere insieme con la ragione la responsabilità che deve essere condivisa se vogliamo riconoscerci come cittadini del mondo e non di una piccola parte. Assumersi la responsabilità vuol dire immaginare un futuro che prevede l’arrivo di persone, non dobbiamo immaginarli come il prodotto dell’emergenza ma assieme ad altri paesi dobbiamo condividere questa opportunità e immaginare la comunità in modo diverso.  I dati che presentiamo oggi ci dicono che i cittadini stranieri sono una parte fondamentale del sistema Parma, nel mondo dei consumi, nello sviluppo e qualificazione dei servizi, nel sistema di cura degli anziani”.

I numeri dell’immigrazione nel parmense

Al 1° gennaio 2013 contiamo 60.550 residenti stranieri, con una crescita rispetto all’anno scorso di 2.317 unità (+ 4,0%), l’aumento più basso di sempre confermando un trend registrato anche a livello nazionale e regionale.

Su tale fattore è possibile che abbia inciso, oltre alle prime cancellazioni anagrafiche in seguito alle risultanze censuarie, anche la crisi economica che, avendo colpito numerosi segmenti dell’attività produttiva del nostro territorio, potrebbe aver rallentato il movimento in ingresso e determinato il ritorno in patria di un certo numero di persone

Comunque sia, i cittadini stranieri costituiscono il 13,5% della popolazione parmense complessiva all’1.1.2013, posizionando la provincia di Parma tra i livelli più elevati in Italia e in Emilia-Romagna.

La popolazione straniera è aumentata nell’ultimo anno in 29 comuni sui 47 della nostra provincia; nell’anno precedente era cresciuta in 39. I comuni di Calestano, Langhirano, Colorno e Fornovo si confermano quelli in cui la percentuale di stranieri rispetto alla popolazione totale è più alta,  maggiore o uguale al 17,7%

Continua la crescita della presenza femminile, che ha ormai raggiunto il 51,7% (nel 1999 le donne rappresentavano solo il 42,5% del totale della popolazione straniera).

Per quanto riguarda le cittadinanze più numerose, al primo posto, per il terzo anno consecutivo,  troviamo i Moldavi, mentre al secondo i Rumeni, che hanno sottratto tale posizione agli Albanesi, che si collocano, così, al terzo posto; queste tre cittadinanze da sole rappresentano il 35,3% di tutta la popolazione straniera.

Da segnalare la crescita, rispetto all’1.1.2012, del numero di nati (vale a dire residenti di età 0) stranieri (+ 9%) dopo il calo del 10% che aveva caratterizzato lo scorso anno. La percentuale dei nati stranieri sul totale è ben oltre il 20% all’interno di tutti e quattro i distretti; in provincia di Parma oltre 30 nati su 100 sono figli di almeno un genitore straniero e circa 24 su 100 hanno entrambi i genitori di nazionalità non italiana. A proposito di genitori e coppie, dai dati 2010 (ultimi disponibili) della Regione Emilia-Romagna, emerge che, in provincia di Parma, più di 2 matrimoni su 10 sono composti da almeno uno dei due coniugi di cittadinanza straniera, con netta prevalenza di unioni in cui ad avere la cittadinanza straniera è la sposa, e che quella di Parma è la provincia dell’Emilia-Romagna che detiene la più alta percentuale per matrimoni con almeno un coniuge straniero.

In leggera diminuzione il numero di domande di cittadinanza: nell’anno 2012 sono state presentate alla Prefettura di Parma 730 domande (erano 847 nel 2011) di cui 552 per residenza e 178 per matrimonio; si conferma il dato di una maggiore richiesta da parte delle donne (384) con una forte prevalenza per matrimonio con cittadino italiano.

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