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La realizzazione di un sentiero natura e di laghetti, il recupero di un antico castagneto, di una sorgente e di un invaso. L’installazione di tavoli e panchine, bacheche e tabelle segnaletiche. Continua l’impegno della Provincia per rendere più fruibile la Riserva regionale dei Ghirardi, magnifico “fazzoletto” d’Appennino dal paesaggio intatto, dove la natura si è potuta esprimere liberamente conservando tutta la ricchezza della biodiversità, un “miracolo” accaduto grazie all’opera e alla sensibilità ambientale dei proprietari: la famiglia Marchini.
Divenuta parte, su richiesta dell’ente di Piazzale della Pace, nel 2010, del consistente patrimonio naturale provinciale, l’area è gestita dal Wwf, associazione storicamente legata ad essa, attraverso una convenzione siglata dalla Provincia.
Il passaggio da Oasi a Riserva regionale, segna anche l’avvio di due importanti progetti pubblici, finanziati con oltre 290 mila euro da Provincia e Regione, e finalizzati a migliorare la fruizione didattica e favorire la biodiversità.
Per il presidente dell’ente Vincenzo Bernazzoli, intervenuto questa mattina alla presentazione degli interventi conclusi, si tratta di percorso significativo “frutto di una collaborazione positiva con  i privati che hanno tutelato e messo a disposizione l’area e con il Wwf che gestisce la Riserva – ha detto – E’ un lavoro fatto dalla Provincia per la valorizzazione di questo presidio, coerentemente con la nostra storia che ci ha portato ad essere uno dei territori in cui la presenza di Parchi e Riserve è fra le più significative. L’auspicio è che questo rimanga come impegno verso il futuro”.
E al futuro guarda anche Rolando Cervi, presidente provinciale del Wwf che dopo avere sottolineato il bell’esempio di collaborazione per la valorizzazione della Riserva, ha parlato del suo rilancio. “Il Centro Visite sarà un po’ la porta d’accesso alla Riserva che già oggi può vantare un migliaio di visite l’anno con gruppi e scuole – ha aggiunto-  Se potremo avere la collaborazione dei Comuni e della Tep, per agevolare i trasporti, riusciremo a rendere l’area volano di sviluppo per la Comunità locale”.
Con il primo progetto, ha spiegato Massimiliano Miselli, funzionario del Servizio provinciale Ambiente, interamente seguito da personale interno della Provincia, sono stati realizzati molti interventi in varie località della Riserva, mentre per il Centro Visite si procederà alla gara d’appalto in queste settimane e si conta di terminarlo a inizio estate. “Con la trasformazione in Riserva ci siamo messi subito all’opera e consegniamo alla Macroarea, l’ente a cui secondo quanto deliberato dalla Regione passerà la gestione, una Riserva che potrà svolgere un ruolo importante sul territorio”.
Soddisfatto anche il “nuovo” gestore, il presidente dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia occidentale Agostino Maggiali. “Il passaggio da Oasi a Riserva e gli investimenti che sono stati fatti ci permette di fare un salto di qualità – ha osservato – La Riserva dei Ghirardi deve diventare un centro importante per la tutela della biodiversità, la ricerca scientifica, l’educazione ambientale e il turismo naturale. L’accordo con i Comuni è essenziale perché i cittadini sentano questa area come una opportunità per tutti”.

I lavori eseguiti dalla Provincia
E’ stato realizzato un sentiero natura di oltre 700 metri, in parte usufruibile anche dalle persone disabili e corredato, in corrispondenza delle specie vegetali presenti, da un centinaio di tabelle didattiche riportanti illustrazioni e testi.
Sono state posizionate un centinaio di tabelle segnaletiche perimetrali della Riserva e installate 5 grandi bacheche didattiche oltre a tavoli e panchine in legno per la sosta sistemate in particolare presso il centro visite in località Pradelle di Porcigatone (Borgotaro) dove ora potranno trovare spazio a sedere circa 50 studenti.
Sono stati realizzati laghetti recintati per la preservazione degli anfibi e ai fini didattici e ripristinati diverse centinaia di metri di vecchi sentieri che ormai stavano scomparendo, compresi stradelli di servizio.
Si è lavorato anche sul fronte del recupero come nel caso di un antico castagneto da frutto abbandonato: con un intervento molto oculato sono state eliminate le piante in sovrannumero o infestanti, salvaguardando contemporaneamente le piante e gli ambienti biologicamente significativi, le specie vegetali rare, i luoghi di nidificazione di uccelli di specie protette, gli esemplari arborei di dimensioni eccezionali. E’ stata inoltre recuperata un’antica sorgente già presente e che rappresenta ad oggi l’unica fonte disponibile nella Riserva e un antico invaso che si era ormai interrato per l’abbeveraggio degli animali.
Il secondo progetto che sarà concluso entro la prossima primavera – estate, prevede la realizzazione del nuovo centro visite, e porta di accesso ai sentieri della Riserva, in località Pradelle di Porcigatone (Borgotaro).

Il nuovo centro visite
Verrà realizzato ristrutturando completamente la vecchia barchessa, ceduta dalla proprietaria Giovanna Marchini Camia gratuitamente per 20 anni all’Ente Parchi dell’Emilia Occidentale, che da settembre è il nuovo gestore.
Per un corretto inserimento paesaggistico si è scelto di ripristinare le forme del fienile esistente, ma a partire dalla tipologia edilizia locale: cascine, colombaie o piccionaie, presenti oggi solo in poche decine di esemplari e che venivano realizzate con una struttura a telaio ligneo rivestita poi da assi di legno disposte in verticale.
Il progetto si pone quindi anche come un tentativo di riproporre, in chiave aggiornata, gli stilemi e le tecniche costruttive della tradizione locali, un tempo diffusissime nelle valli del Taro e del Ceno e che oggi, per poca cura e disinteresse, stanno gradualmente scomparendo.
Si tratterà di un edificio moderno, ma inserito nel paesaggio in modo “gentile”, dialogante con il contesto attraverso l’uso di materiali naturali – pietra per i basamenti e legno per le strutture di elevazione –  e di alcuni dettagli costruttivi: semplici disposizioni dei rivestimenti esterni in legno, alloggi per l‘avifauna, finestre ed eventuale portico che inquadrano le vedute più interessanti.

La Riserva dei Ghirardi
La Riserva Regionale dei “Ghirardi” è stata istituita, su proposta della Provincia,  con atto del Consiglio Regionale nel dicembre 2010 ed è stata gestita dalla Provincia stessa con il coinvolgimento, tramite una convenzione (maggio 2011), del WWF.  A settembre 2013, la Regione, dando attuazione alla Legge Regionale 24/2011, ha trasferito la gestione al neo costituito Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia occidentale al quale competono ora le funzioni gestionali dei parchi e delle riserve sull’intero territorio provinciale di Parma e Piacenza.
Situata all’interno della più ampia oasi del WWF, la Riserva si trova a 6 km dal centro di Borgotaro (sessanta dalla città di Parma). Ha una superficie di circa 370 ettari e racchiude un vasto campionario degli ambienti della media montagna appenninica: boschi cedui, alto fusto, campi, prati, cespuglieti, torrenti e piccoli acquitrini. Una diversità ecologica che permette una concentrazione di specie animali e vegetali superiore a quella delle zone circostanti, che rende la Riserva dei Ghirardi il luogo ideale in cui affiancare ricerca scientifica e didattica ambientale.
Nel territorio protetto infatti, si trovano 33 specie di orchidee, foreste con essenze di pregio, come il tiglio e l’acero opalo, numerose querce di dimensioni monumentali, piante rare come il melo fiorentino e un mosaico di ambienti capace di ospitare un’ampia gamma di specie, da quelle tipiche delle montagne centroeuropee a quelle mediterranee. Tra gli animali, si riproducono nell’area diversi rapaci, tra cui biancone e falco pecchiaiolo, l’istrice, la puzzola ed inoltre sono presenti numerosi piccoli stagni di frana, importanti per le popolazioni di anfibi e insetti.

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