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di ANDREA PAPA – Esiste nel nostro cervello una centralina capace di “spegnere” la sensazione di fame. Non è uno scherzo, bensì una scoperta pubblicata su Nature dal gruppo coordinato da Richard Palmiter, dell’Università di Washington a Seattle che potrebbe essere importantissima per sviluppare e mettere a punto nuove terapie valide sia a stimolare che a sopprimere il senso di appetito, oppure semplicemente curare disturbi alimentari. Questa centralina, così come è stata definita, è costituita da alcuni gruppi di cellule nervose, che nel pieno delle loro funzioni, hanno il compito di frenare l’appetito dopo i pasti o durante una malattia. Questi neuroni si trovano nella regione che regola il gusto, già nota per il suo ruolo riguardo al controllo dell’appetito nonostante non fossero ancora state scoperte le cellule coinvolte.

La scoperta è stata condotta su topi geneticamente modificati in modo che i loro neuroni potessero essere attivati artificialmente colpendoli con la luce emessa da fibre ottiche impiantate nel cervello. L’attività delle cellule invece è stata bloccata a comando iniettando nei topi una sostanza chimica. In questo modo è stato scoperto che attivando questo gruppo di neuroni i topi non avevano più appetito, al contrario, spegnendoli, mangiavano di più.

Il neuro-fisiologo dell’Università di Torino, Piergiorgio Strata, si è espresso in modo assolutamente favorevole nei confronti dello studio, dal momento che “oltre ad identificare con precisione i neuroni che silenziano la fame, i ricercatori hanno infatti scoperto che queste cellule hanno terminazioni nervose che arrivano all’amigdala, una struttura del cervello con cui comunicano e che si attiva quando abbiamo paura o abbiamo un disagio legato alla sfera delle emozioni”.

Ecco quindi che lo studio potrebbe aprire una nuova via per la cura di queste malattie legate ai disturbi alimentari, dei quali sono state confermate le basi neurologiche e il loro stretto collegamento con il sistema delle emozioni.

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