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di AURORA PATERA – Rateizzazione dei debiti in assenza di requisiti, rinuncia a pignoramenti o alterazioni nelle posizioni contributive dell’Inps: mille euro e si risolve tutto. Illecitamente. Tutti i contribuenti sono uguali sotto il severo sguardo di Equitalia, alcuni di più.
È quello che emerge dalle indagini della Guardia di Finanza nei confronti di un gruppo di cinque indagati, fra funzionari di Equitalia e privati cittadini, coinvolti in un giro di corruzione.

Si tratta di Roberto Damassa, ex dirigente della società di riscossione; Salvatore Fedele, dipendente della sede di Roma; Romolo Gregori, rappresentante legale della società Gresa; Domenico Ballo, commercialista; e Alberto Marozzi, intermediario. In realtà le indagini coinvolgono un gruppo di tredici persone e pare che si siano estese anche all’INPS. Una rete di corruzione che vede dipendenti di Equitalia compiacenti strizzare l’occhio a imprenditori indebitati. In tutto sono state effettuate 29 perquisizioni, a Roma, Latina, Genova, Napoli e Venezia, tre acquisizioni di documenti nella sede di Equitalia, dell’Inps e al domicilio degli indagati.

Equitalia, attraverso un comunicato, ribadisce la propria collaborazione con le forze dell’ordine, rende noto che si costituirà come parte offesa nel futuro processo e che ha sospeso dal servizio Salvatore Fedele, il dipendente coinvolto nelle indagini.

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