Published On: Mar, Nov 26th, 2013

25 novembre: fame e sete di pensieri nuovi

consiglio gruppo

Cara Michelle da quattro mesi non sei più con noi”.
Sono parole di madre quelle che Vittoria Verde Campos ha pronunciato ieri nella sala consigliare della Provincia di Parma. Invitata a intervenire alla seduta monotematica in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Vittoria ha letto un messaggio alla figlia. Un sussurro con le lacrime che le salivano in gola, ma nel silenzio così profondo quelle parole sono arrivate dritte al punto: Michelle non c’è più perché è stata uccisa il 17 luglio scorso, a Parma.
Questa ragazza di 20anni è una delle 128 donne morte quest’anno in Italia, un numero da paura, che provoca rabbia e dolore, che fa gridare alla necessità di un cambiamento.
“Le istituzioni democratiche devono combattere battaglie di valori e culturali come questa” – ha sottolineato in apertura della seduta il presidente del Consiglio Mario De Blasi. Ma parlare di violenza contro le donne, dice Marcella Saccani davanti alla mamma di Michelle non è facile.“Qualsiasi cosa diciamo è niente in confronto di questo dolore per questo le nostre parole devono essere di un impegno vero”. Quello che si sta muovendo in queste giornate a Parma e nel territorio l’assessore alle Pari Opportunità della Provincia lo paragona a un’onda che ha attraversato il mondo dello sport, la scuola, la società, le istituzioni. Tante iniziative per dire no alla violenza sulle donne, una volontà dichiarata anche dai drappi rossi che oggi incorniciano l’ingresso del palazzo della Provincia.
E il senso delle riflessioni che sono state fatte arriva fino in Consiglio portato da cinque ragazzi e ragazze delle scuole superiori che hanno partecipato ai laboratori sulle discriminazioni di genere tenuti da Massimiliano Filoni della “Giolli”.
Federico Cerati, Vanessa Cattani, Elisabetta Tateo, Arianna Mainardi, Fabio Ricchieri indicano possibili percorsi di uscita e di crescita che passano attraverso il riconoscimento del rispetto verso le donne, la responsabilità che gli uomini hanno nelle loro mani, i gesti da non fare perché limitano la libertà delle ragazze, il ruolo delle donne che devono chiedere non più diritti ma gli stessi diritti degli uomini, il fatto che gli uomini devono imparare a sentirsi offesi della violenza contro le donne.
Della nuova legge, la 119 entrata in vigore a ottobre, parla Samuela Frigeri. “ Non ci risolverà tutti i problemi perché la denuncia è uno dei momenti del percorso che la donna deve compiere e che non può essere solitario ma lungo il quale deve essere accompagna e sostenuta” ha spiegato la presidente del Centro Antiviolenza di Parma ricordando che quest’anno, fino a ottobre, sono state ancora 201 le donne che si sono rivolte a questo presidio del territorio per avere aiuto.
Il dolore di Vittoria Verde Campos è tanto mentre dice con voce rotta“Michelle sei sempre presente nei nostri pensieri” eppure le resta la forza per pensare anche agli altri. “In questi giorni vorrei che tutti si dicesse basta alla violenza, essere donna è meraviglioso, bisogna educare i figli all’amore e al rispetto per costruire così una generazione migliore”.
La seduta – alla quale hanno partecipato anche autorità e rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine – si completa anche con alcuni interventi. La Consigliera di Parità Aldina Bocchi, parla dell’attività svolta dallo sportello al quale si rivolgono una cinquantina di donne l’anno per chiedere informazioni o aiuto contro le discriminazioni sul lavoro. Barbara Zerbini consigliera provinciale di Forza Italia evidenzia il dramma dei bambini che vivono la violenza e legge fra l’altro una testimonianza dal libro di Serena Dandini. Pietro Baga, capogruppo Pd, sottolinea quanto sia essenziale per il cambiamento sociale e normativo sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne.
Ci sono ricorrenze che diventano un rito – ha concluso il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli – oggi qui abbiamo fatto un’altra cosa, siamo andati dritti al problema. Vittoria ci ha richiamato all’impegno a non lasciare sole le donne, i ragazzi ci hanno detto che bisogna partire dall’educazione. Questo è un modo per combattere la violenza  e dare il senso di una comunità.”

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