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di ANDREA PAPA – Le patatine fritte sono cancerogene! No, a dirlo non è uno scherzo di pessimo gusto, e neppure la solita notizia bufala creata ad arte per destabilizzare il web, ma il risultato di un’autorevole ricerca fatta dalla Food & Drugs Administration, importante organo del governo americano che si occupa principalmente della sicurezza dei cibi e dei prodotti cosmetici che possiamo trovare sul mercato internazionale.

Ebbene sì, gli studi hanno portato ad una precisa conclusione: nelle patatine fritte è presente in percentuale abbastanza alta una sostanza cancerogena chiamata acrilamide.

L’acrilamide è una sostanza tossica che solitamente si sprigiona durante la frittura oltre il punto di fumo utilizzato, altamente pericolosa sia per il sistema nervoso centrale che per quello riproduttivo, ed è presente anche (in quantità comunque minori) nel caffè, nei cereali, e nell’impasto di preparazione dei crackers.

“L’acrilamide – spiega Lauren Robin, chimico della Food & Drugs Administration – si forma in particolare in certi cibi vegetali durante la cottura tramite fritture o al forno. Gli alimenti che ne contengono di più sono le patate”.

Gli studi fatti hanno riportato in conclusione dati piuttosto allarmanti, secondo cui l’acrilamide è presente nel 40% delle calorie che vengono regolarmente assunte da un singolo cittadino americano, e la percentuale, unita all’aumento dei casi di cancro tra gli animali utilizzati per gli studi, non fa che aumentare la preoccupazione; ecco perché son partite le prime campagne rivolte a sensibilizzare la popolazione a stelle e strisce a diminuire drasticamente il consumo di patate fritte, o comunque consumarle (come peraltro anche le verdure) cotte secondo modalità diverse, come ad esempio al vapore o lesse.

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