Published On: Ven, Nov 15th, 2013

Con Made In Parma l’appetito vien narrando…ops, mangiando

prosciutto-parma

di FRANCESCA FONTANA – Dopo la presentazione di giugno, ieri pomeriggio alla Camera di Commercio di Parma il secondo step ‘aperto al pubblico’ di madeinparma.info: nato come project work nell’ambito del Master in ‘Web communication e social media’ dell’Università di Parma, si concretizza sempre più come start-up dalle grosse ambizioni. “Dalla storia allo store” oppure “Dallo storytelling allo storyselling” sono alcuni degli slogan che accompagnano il progetto, il progetto di un e-commerce narrativo che, come tale, si propone anzitutto di raccontare i prodotti: per la loro cultura, per la loro storia, per la loro tradizione. “Ogni cosa buona ha una storia” si legge in alto a destra nell’homepage del sito e il professore Giorgio Triani aggiunge: “E le buone storie si possono acquistare”.

Questo è il principio fondante del progetto, perché il settore dell’e-commerce ha avuto un’espansione sempre maggiore ma l’idea, che lo ha caratterizzato fino ad oggi, di una sorta di listino prezzo online è ormai anacronistica. Si sceglie qui, piuttosto, la via della narrazione tematica, che prenderà corpo negli articoli, nelle rubriche curate da collaboratori importanti (come Giovanni Ballarini) e nella sezione ‘Luoghi’, dove verranno proposti percorsi – fisici e concreti – che si muovono su coordinate culturali e storiche. Si tratta di un modo completamente nuovo di pensare il territorio e i suoi prodotti enogastronomici, nonché il rapporto con essi. Un portale che vuole presentare i prodotti della nostra “food valley” al mondo, che vuole guidare gli eventuali clienti all’acquisto, ma che vuole anche invitarli a scoprire Parma di persona e che si offre dunque come guida nuova, diversa, ‘speciale’.

La velocità del mondo di oggi e la globalità della rete quasi impongono di pensare in grande e proprio per questo fra le priorità del progetto vi è quella di disporre di una rete internazionale per ambire un domani, auspicabilmente, al settore dell’import-export. I tre referenti esteri in collegamento via Skype si sono mostrati entusiasti e convinti delle potenzialità di questo nuovo portale: Gaia Reggiani da Shanghai, Daniela Damiano da Londra, Marco Valesi dalla California. “Il made in Italy tira ancora” – dicono – “e se le parole chiave sono qualità, affidabilità, garanzia e tracciabilità il mercato estero può mostrarsi molto più che ricettivo”. L’esercito “Strajè 2.0”, com’è stato definito, ormai scalpita. Dal 15 novembre al 12 gennaio saranno raccolte le adesioni: la palla, dunque, ai parmigiani ‘rimasti’. 

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