Published On: Gio, Nov 14th, 2013

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Amazon, un colosso mondiale, da semplice libreria online a market di qualsiasi genere di prodotto. Fondata a Seattle nel 1994 da Jeff Bezos ha subito conquistato il pubblico grazie alla grande – quasi illimitata – disponibilità di prodotti e la rapidità con cui vengono recapitati a casa. Nel 2012 il suo guadagno è stato di oltre 61 miliardi di euro, che hanno reso Bezos il 19esimo miliardario al mondo.

Il successo ha però un lato oscuro, soprattutto legato alle condizioni dei lavoratori impiegati nei magazzini. Scoprire quello che c’è dietro il successo di un marchio così noto  è difficilissimo. Ci hanno provato in molti un po’ dappertutto anche perché la stessa società non si è mai dimostrata aperta al dialogo con i media, lasciando cadere una sorta di mistero su ciò che accade all’interno dei suoi depositi. In Gran Bretagna e in Germania sono state denunciate condizioni di lavoro ai limiti della legalità (un sistema paramilitare quasi “neonazista”): divieto di parlare mentre si lavora, perquisizioni all’entrata e all’uscita dai magazzini, dipendenti spronati ad una eccessiva competitività, turni disumani e molto altro.

In Francia un coraggioso giornalista di 26 anni, Jean-Baptiste Malet è riuscito ad infiltrarsi nei meandri dei depositi Amazon ed ha raccontato in un libro (“En Amazonie”. Un infiltrato nel “migliore dei mondi” , Kogoi Edizioni) ciò che accade.

Amazon non rispetta le leggi del diritto del lavoro – spiega Malet a Vice -. Le infrazioni sono numerosissime ed è per questo che ho dedicato un libro intero alla questione. Oltre alle pressioni psicologiche, i lavoratori non hanno per esempio delle cadenze imposte: non gli si domanda di rispettare un preciso tasso di produttività. Peggio ancora: ogni giorno devono essere più veloci di quello prima. Si fa in modo che i lavoratori siano in concorrenza tra di loro. Sono portati a denunciarsi l’un l’altro se, per esempio, parlano invece di lavorare.” Ma c’è di più, Malet spiega che quello di Amazon è “uno sfruttamento esemplare in cui giovani operai ridotti allo stato di robot ebeti devono lavorare senza sosta per un salario da miseria, e tutto ciò per permettere a Jeff Bezos di salire nella scala dei miliardari più ricchi del pianeta. Nel mio libro spiego che i posti di lavoro creati da Amazon competono direttamente col commercio al dettaglio: cito uno studio che mostra come Amazon distrugga più posti di lavoro in quel settore di quanti ne crei nei suoi magazzini. “

Vi chiederete, a questo punto, se il libro di Malet si trovi anche nei magazzini di Amazon. Ebbene sì, ed è anche pronto, a breve, per essere portato direttamente a casa vostra.

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