1422429_10201971396839036_1102434982_n

di GRETA BISELLO – L’affluenza di pubblico, soprattutto femminile, venerdì alla libreria Ubik di Parma è ottimo. L’incontro è con Mario Desiati che si racconta e ci racconta la sua ultima fatica intitolata “Il libro dell’amore proibito.”

Salvo Taranto, conduttore della presentazione, dà il via con un breve cenno alla biografia e ai romanzi grazie ai quali l’autore è diventato noto, come ad esempio “Vita precaria e amore eterno” vincitore del premio Volponi per l’impegno civile, “Il Paese delle spose infelici” vincitore del premio Mondello o ancora “Ternitti” che colloca Desiati tra i finalisti del Premio Strega.

Sin da subito ci s’immerge nel romanzo grazie alla lettura dell’incipit da parte di Martina Gabrielli, direttrice di Zona Franca Parma, in cui spicca prepotente una delle frasi destinata a rimanere in futuro emblema del romanzo: “L’amore è come l’edera, ha bisogno di un muro per crescere”.

Il giovane autore pugliese racconta come il romanzo gli sia letteralmente “scoppiato in mano” prendendo una strada autonoma e inaspettata rispetto all’iniziale proposito di raccogliere più storie, l’una slegata dall’altra, che raccontassero però tutte di amori proibiti, con l’unica finalità di vedere felici i protagonisti, poiché “ciò che è bello quasi mai è anche giusto”.

Il romanzo, ambientato in Puglia, si concentra sulla storia d’amore illegale e socialmente contrastata di un minorenne, Veleno, dotato di una spiccata immaginazione che gli permette di vivere una vita al limite del reale, narratore inoltre delle vicende in prima persona, con la sua professoressa di tecnica Donatella, una ventiseienne che inizialmente dissimula la sua vera personalità sotto a una serenità solo apparente.

Attorno a questo fulcro gravita una serie di altre vicende, come ad esempio la descrizione dell’ “amore che fu” incarnato dalla nonna del protagonista, la quale non si arrende alla morte del proprio marito scomparso durante la seconda Guerra Mondiale, continuando, in maniera maniacale, ad apparecchiare un posto in più al pranzo della domenica, considerato che, qualora lui decidesse di tornare lo farebbe senz’altro in un giorno di festa.

Desiati parla di una forma d’amore magnetico, quasi animalesco, tramite il quale “l’uomo rompe il patto stipulato con l’umanità”, ma che al tempo stesso si nutre della distanza, dell’assenza proprio per il suo essere bandito e cacciato come scandalo. In questo si declina il mito dell’anima gemella, i protagonisti, portatori di due realtà distante e inconciliabili, fanno della diversità uno strumento per amarsi e per cercare di non perdersi nonostante tutto.

L’autore si ritrova a dare spazio a un personaggio a lui caro, forse perché tanto simile alla sua personalità un po’ nevrotica, cui aveva già dato vita tra le pagine delle “Spose Infelici”, rendendolo una maschera, un paradigma della timidezza vissuta in maniera dualistica, da una parte rifugio e barriera contro una realtà troppo gretta perché sia sopportata, dall’altra come ostacolo a un disvelamento autentico e privo di qualsiasi filtro.

Le tematiche trattate però sono molteplici e fanno sì che lo scenario risulti solido e in grado di aprire a varie riflessioni. In maniera in parte biografica, Desiati ci permette di entrare nelle parrocchie del sud dell’Italia dove ancora i ragazzini diventano “soldati di Cristo” durante il rito della cresima, oppure disegna la figura di un improbabile assistente sociale ancor più nevrotico del proprio paziente, incapace dunque di aiutarlo poiché vittima lui stesso del virus degli amori proibiti.

L’autore si congeda con una riflessione sul presente: “Viviamo in una stagione precaria, che riguarda il lavoro e i nostri progetti futuri, ma ritengo che, più potente sia la precarietà e più lo diventino i sentimenti; l’amore estremo e le relazioni cui siamo soggetti sono l’unica certezza che ci rimane”. Inoltre ci tiene a porre l’accento sul ruolo di ausilio che la letteratura e la poesia sono in grado di rivestire nel vissuto quotidiano. Come dargli torto, del resto.

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: