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“Non perderà il suo solito gusto, i consumatori stiano tranquilli”. Con queste parole la Nestlè ha prontamente rassicurato tutti i suoi clienti rimasti spiazzati dalla notizia che il KitKat (uno degli snack più popolari al mondo), cambierà uno dei suoi ingredienti di produzione per risultare meno grasso. Niente paura, le barrette di wafer ricoperte di cioccolato rimarranno comunque al loro posto, cambierà soltanto l’olio di produzione utilizzato nella ricetta, capace di ridurre i grassi saturi da 7,2 a 6,4 grammi.

Tutto il procedimento attuato dall’azienda entra a far parte del progetto nell’ambito del processo di Salute Pubblica nel Regno Unito e l’obiettivo è quello dichiarato anche dal Daily Mail: tagliare 3.800 tonnellate di grassi saturi da più di un miliardo di barrette prodotte ogni anno.

L’amministratore delegato Ciaran Sullivan spiega però comunque che “Il miglioramento del profilo nutrizionale del KitKat non andrà a discapito del gusto e della qualità. I consumatori – conclude – continueranno a gustare lo stesso snack come hanno fatto per oltre 75 anni”.

La storia del KitKat è infatti molto lunga: lo snack è nato nel 1935 a York, nella fabbrica di Rowntree (allora costava appena 2 penny). Leggenda vuole che l’idea delle barrette di wafer nacque dopo la proposta di un operaio che nel box in cui si depositavano i suggerimenti all’azienda chiese “uno snack che un operaio potesse portare nella sua cassetta del pranzo per il lavoro”.

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