antiche ricette

di GIORGIA FIENI – Negli ultimi articoli ci siamo soffermati sulle diverse concezioni di “cucina”. Esiste però un linguaggio che le accomuna tutte: le ricette.

Che si tratti dei taccuini su cui appuntare qualche frase scritta velocemente mentre l’amica ci sta dicendo le dosi al telefono, o dei blog sul computer in cui tutti i passaggi della preparazione sono rigorosamente documentati anche con fotografie, esse sono la testimonianza della gastronomia che è stata e di quella che verrà. Conservando una ricetta tramandiamo ai posteri non solo una serie di ingredienti e di tecniche, ma anche il ricordo di una bella serata, la curiosità nel voler sperimentare qualcosa di mai provato e, soprattutto, la possibilità di poter vivere un momento speciale insieme a parenti ed amici…o una semplice conforto in un momento in cui ci si trova a dover mangiare da soli.

Molti sono gelosi dei propri segreti e particolarmente restii a diffondere il sapere affinato con anni di pratica. Bisognerebbe però ricordare loro che la cucina è in primo luogo condivisione e che non esiste una ricetta unica ed esclusiva…magari non ve ne rendete conto, ma c’è di sicuro qualcuno, da qualche parte nel mondo, che prepara quella pietanza esattamente come la state facendo voi. Ecco perché anche cuochi, esperti e chef di grido sempre di più aprono la propria cucina agli occhi del mondo: a volte semplicemente scrivendo un libro di ricette, altre permettendo ai clienti del ristorante di frequentare l’ambiente…o addirittura di degustare un pasto all’interno di essa.

Tra l’altro, quelli sono proprio i luoghi dove le ricette spiccano il balzo verso il futuro… sono i ristoranti e le osterie a determinare mode e modifiche, e quelli dove il linguaggio del cibo cambia: non si parla più di “crema di cioccolato” ma di “ganache”, per esempio, e proprio lì termini come “trionfo” e “cornucopia” trovano un significato ben preciso.

Se osservate i libri di cucina di un tempo e quelli di oggi noterete infatti una notevole differenza nelle parole delle ricette e nel modo di presentarle: tutto è più semplice, più schematico, meno ricercato…ma non perché stiamo perdendo  l’uso del linguaggio…solo ed unicamente per avvicinarci di più a questo magico mondo che è la gastronomia.

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