Published On: Ven, Nov 29th, 2013

La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare: cosa, come, chi.

collettaalimentare

di FRANCESCA FONTANA – Colletta alimentare: “un grande spettacolo di carità”. È quello che si legge nel sito ufficiale del Banco Alimentare, la fondazione Onlus che dal 1997 organizza, ogni anno per l’ultimo sabato di novembre, questa giornata. “È un importante momento che coinvolge e sensibilizza la società civile al problema della povertà attraverso l’invito a un gesto concreto di gratuità e di condivisione: fare la spesa per chi ha bisogno”. Durante questa giornata, infatti, presso una fittissima rete di supermercati aderenti su tutto il territorio nazionale ciascuno può donare parte della propria spesa per rispondere al bisogno di quanti vivono in povertà. Cosa donare? Olio, omogeneizzati, alimenti per l’infanzia, pesce e carne in scatola, legumi in scatola, pelati e sughi – non denaro, non prodotti deperibili e, ovviamente, non prodotti scaduti.



I numeri. Nel 2012 sono stati 135.000 i volontari che hanno speso un po’ del proprio tempo per la realizzazione di questo evento e 5 milioni gli italiani che hanno acquistato cibo per chi non può farlo, in oltre 10mila punti vendita. In tutto sono state raccolte 9.622 tonnellate di prodotti che, insieme alle eccedenze che quotidianamente la Rete Banco Alimentare recupera (lo scorso anno 71.885 tonnellate) sono state redistribuite gratuitamente a 8.818 strutture caritative e hanno così potuto aiutare 1 milione e 800mila persone bisognose. Belle cifre insomma e la crisi non ha spaventato i rivenditori che anche quest’anno hanno scelto di partecipare in maniera consistente all’iniziativa: 9675 i punti vendita aderenti in tutta Italia. Il resto, poi, dipende da tutti noi.

Qui lo spot ufficiale di Sky, media partner GNCA 2013, con lo chef Antonio Cannavacciuolo.

Banco Alimentare. Nata a Milano nel 1989 e qualificata come Onlus dieci anni più tardi, questa fondazione ha come unica finalità la solidarietà nei settori dell’assistenza sociale e della beneficenza: “condividere i bisogni per condividere il senso della vita”. Nel perseguire questi obiettivi provvede, come abbiamo visto, alla raccolta di eccedenze di produzioni agricole, industria alimentare, Grande Distribuzione che vengono poi redistribuite ad enti assistenziali, destinate a poveri, emarginati e bisognosi in genere. Offre dunque gli strumenti per poter mettere in atto la propria iniziativa di responsabilità verso il prossimo. Una produzione di “valore” da tutti per tutti che ha benefici sociali, economici, ambientali ed educativi – oltre a far sì che si riducano gli sprechi. Fin dall’inizio la Fondazione ha contribuito alla nascita e alla crescita di ogni ‘Banco’ costituitosi successivamente (ciascuno figura giuridica autonoma sul proprio territorio), così da diffondere in modo sempre più capillare il suo modello di azione sociale e diventando a poco a poco una vera e propria rete, riconosciuta come tale con Statuto nel 2008. Oggi conta circa 1398 volontari ‘fissi’ che operano quotidianamente, assieme ai ‘Membri partecipanti’ – tutte organizzazioni no-profit. 

 

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