Published On: Mer, Nov 20th, 2013

La mafia uccide solo d’estate

La mafia uccide solo d’estate” è il primo film di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, in cui commedia, romanticismo, verità ed inchiesta si mescolano per dar vita ad una storia in cui è l’ironia a farla da padrona. Nella storia, un bambino, concepito durante la strage di via Lazio a Palermo, cresce nella sua Sicilia, attraverso anni bui di assassinii, attentati e lotta a Cosa Nostra; ci sono i boss mafiosi e gli eroi dell’antimafia, c’è Boris Giuliano, il segretario del Pci Pio La Torre, i giudici Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Pif ha voluto che il suo primo lungometraggio fosse esso stesso un simbolo della lotta alla mafia, chiedendo che la produzione non pagasse alcun pegno alla criminalità per girare le scene a Palermo, ottenendo l’appoggio di tutti e sostenendo fortemente l’associazione di più di 800 commercianti di Addio Pizzo.

Il film uscirà nelle sale la prossima settimana, sotto, trovate il trailer e il discorso conclusivo di una puntata de “Il Testimone” (condotto da Pif) andata in onda su Mtv e intitolata “Gli scassaminchia”, sempre sul tema della mafia.

“Vi rendete conto che per l’egoismo, l’avidità e la violenza di alcuni signori come questo qua (Totò Riina) ci sono molte altre persone che vivono in un Paese sottosviluppato, che per realizzare la propria vita sono costrette a lasciare la propria terra, a non vedere invecchiare i propri genitori, a crescere i propri figli lontani da dove si è nati e vederli crescere con un accento diverso dal proprio, a fare dei lunghi viaggi per curarsi, aumentando dolore al dolore, a crescere sentendosi dire Sicilia=Mafia, ad avere un dialetto che ricorda la parlata di un mafioso, a ringraziare il Signore se un aeroporto è stato costruito ai piedi di una montagna in soli trent’anni, senza poter avere la pretesa di volerlo anche bello, a godere solo del bello che fu fatto in passato, ad avere nella propria cultura l’omertà, facendoci prendere per il culo dal mondo intero… a non credere nel futuro e crescere pensando che i propri sogni in parte non si potranno avverare, a educare i propri figli alla rassegnazione, e tutto questo: perché?

Perché signori come questo qua (Bernardo Provenzano) vogliono comandare su tutto e su tutti e avere più soldi possibile. Ma io mi chiedo: ma che minchia di piacere c’è ad avere i soldi che ti escono dal buco delle orecchie se poi si è costretti a vivere come topi in gabbia? Che piacere c’è ad essere il capo dei capi se poi si deve passare la vita con l’incubo che ammazzino te o la tua famiglia? Che senso ha essere il capo dei capi e leggere la Bibbia citando Dio o la Madonna?

Io spero che un giorno la Madonna si stanchi di essere citata da voi, si scordi per un attimo di essere la Madonna e scenda in Terra per darvi tanti di quei calci in culo da farvi passare una volta per tutte la voglia di recitare l’Ave Maria e chiarirvi una volta per tutte il senso del Quinto comandamento, di per sé abbastanza chiaro: non uccidere. Perché voi, in passato sarete stati considerati da qualche idiota degli uomini d’onore, ma adesso fate una vita di merda e, se è vero che la Mafia non finisce con voi, è anche vero che nonostante tutto ci sono e ci saranno ancora degli “scassaminchia” che saliranno un po’ più in alto rispetto agli altri e diranno a tutti: Oh, ma vi siete accorti che quest’autostrada ha delle curve…un po’ del cazzo“?

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