Published On: Dom, Nov 10th, 2013

Lo scrittore Mario Desiati alla Ubik presenta il suo “libro dell’amore proibito”

L’idea iniziale era quella di un “catalogo degli amori proibiti”, ma poi la storia di Veleno e Donatella gli è sbocciata in mano e lo ha trascinato, fino alla fine, a scrivere le travolgenti pagine di questo libro. Di formazione giuridica, Mario Desiati racconta il diritto all’amore, un diritto che va oltre alla giurisprudenza e si trasforma in poesia, in letteratura. Ecco l’intervista.

Partiamo dal motivo per cui ti trovi a Parma, alla libreria Ubik, cioè per presentare il tuo “libro dell’amore proibito”. In breve, per chi non l’ha letto, di cosa tratta? E’ un romanzo del desiderio, sugli amori non convenzionali. E’ un tentativo di raccontare in un’ottica diversa un amore che nasce in condizioni d’illegalità, perché il protagonista Francesco, detto Veleno, da minorenne ha una relazione con la sua insegnante, Donatella. Ma l’unica legge che vince alla fine, in questa storia, è la legge della felicità dei due protagonisti, e non della comunità. E’ un libro che tenta di mettere in discussione le idee generali che si hanno su come le persone debbano vivere i propri sentimenti, le proprie storie d’amore. E quindi è “proibito” per quello: va contro alla morale comune.

So bene che costringere la creatività di uno scrittore in una categorizzazione è proibitivo, ma se tu dovessi specchiarti in un genere letterario quale sarebbe? Te lo chiedo perché, leggendo il tuo libro, ho sentito trasudare il realismo magico di Gabriel Garcìa Marquez, soprattutto in certe scene che mi ricordano il suo “Dell’amore e di altri demoni”Lui, come altri grandi scrittori sud-americani, è caratterizzato da un forte radicamento, talvolta nostalgico, al proprio territorio d’origine, ma anche ai romanzi di formazione, che raccontano la parabola psicologica di un protagonista che cresce all’interno della storia del romanzo. In questo senso siamo simili, si può dire.

E quindi anche la geografia è stata fondamentale per la tua formazione, giusto? Sei nato e cresciuto in Puglia, e la tua meridionalità si respira molto sulle pagine. E’ stato involontario, o hai voluto raccontare apposta i luoghi della “tua Italia”Ho voluto raccontarli ma anche trasfigurare molto la realtà, osservandola con un occhio “deformante”, che può essere quello dell’amore come della nostalgia. Ma anche della rabbia: spesso si dice che gli scrittori meridionali non scrivano i loro libri con i polpastrelli, ma con le nocche, perché sono più arrabbiati degli altri. Però sicuramente la mia è una scrittura molto legata al territorio, alla descrizione dei paesaggi del cuore, più che geografici. E’ una scrittura che affonda le sue radici su un discorso emotivo.

Voglio concludere con una domanda di pseudo-politica, perché so che oltre ad essere scrittore e poeta sei anche un giornalista. L’incipit del libro recita: “Se voi della giuria non ritenete le vostre passioni al di sopra di ogni divieto, vuol dire che non avete mai amato”A mio avviso, qui, si sente l’urlo di Antigone, che rivendica il diritto di amare, andando oltre al muro della legge e della morale comune.

In Italia questo diritto avrà mai la meglio? Uno dei temi fondamentali di questo libro è che non tutto ciò che è bello è per forza giusto. Per quanto riguarda il paese Italia, penso che la legge fondamentale qui sia quella della bellezza, visto che siamo un paese veramente bello, dove il bello ha plasmato tutta la nostra storia e, in tutto il mondo, la nostra identità. E quindi sì, quella prima frase del libro parla proprio di questo: a volte le passioni e la bellezza, non solo intesa come meramente estetica, vanno oltre alla legge, oltre a quei muri spesso costruiti coi mattoni della burocrazia, il vero mostro del nostro paese.

Conclude l’incontro evocando un idolo del suo pantheon letterario: il russo Alexander Herzen, che rivendica essere al pari per profondità tematica (ma non per fama) a Tolstoj e Dostoevskij.

Grazie a lui, infatti, ha capito che la letteratura è ambasciatrice del mondo: ti consegna le chiavi per leggerlo e interpretarlo, per capirlo.

“Ho capito che in un’epoca di precarietà, come la nostra, l’amore è l’ultima certezza che ci rimane. E me la voglio tenere stretta”.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette