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di ANDREA PAPA – Nadezhda Tolokonnikova non è scomparsa. A dirlo questa mattina è stato il marito, Piotr Verzilov, che tramite un tweet ha sottolineato come dopo tre giorni nei quali non aveva ricevuto alcuna notizia riguardo la propria moglie, la stessa stia per essere trasferita verso un campo di lavoro nella Siberia centrale, ad oltre 4.500km dalla Capitale Mosca.La Tolokonnikova, precedentemente detenuta nel campo di lavoro di Mordovia, come risaputo deve finire di scontare la pena di due anni inflitta a lei e alle sue compagne Maria Alyokhina e Yekaterina Samutsevich per le manifestazioni contro il Premier Vladimir Putin del Marzo 2012 nella Cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca.

Causa del trasferimento è stata probabilmente l’eco ottenuto dalla lettera scritta al marito dalla Tolokonnikova agli inizi di settembre, quando dopo aver messo in scena uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni disumane di vita carceraria era finita per essere ricoverata in ospedale,  in condizioni critiche. Poi, dal 22 di ottobre, il silenzio, fino alla comunicazione ricevuta dall’amministrazione carceraria (solitamente restìa ad avvertire i familiari su condizioni e “movimenti” dei detenuti) del suo “trasferimento”.

Tuttavia il rappresentante per i diritti umani della Russia, Vladimir Lukin, ha assicurato che le condizioni di salute della Tolokonnikova (che rimane sotto stretto controllo medico) sono soddisfacenti, sebbene sia ancora totalmente isolata, “nell’interesse della sicurezza”.

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