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di ANDREA PAPA – Non sono serviti tutti gli appelli umanitari venuti da ogni parte del Mondo per far ottenere la grazia a Yulia Timoshenko, ex leader della cosiddetta Rivoluzione Arancione ed ex Capo del Governo Ucraino. A dirlo è stato Andrei Shevchenko, ex calciatore e bandiera della Nazionale Ucraina, ed ora deputato del partito “Patria” (del quale, non va dimenticato, la Timoshenko è ancora leader) che ha dichiarato nella seduta di ieri del Parlamento che la domanda di grazia è stata respinta dalla Commissione Presidenziale e che quindi la ex-leader (reclusa dal 2011) dovrà scontare tutti quanti i 7 anni di pena a cui era stata condannata per abuso di ufficio.

Richiesta di grazia a parte, c’è ancora stallo tra il Presidente Viktor Ianukovich e il Parlamento, nei confronti di un disegno di legge che possa permettere alla Timoshenko di curare un’ernia del disco in Germania (su precisa richiesta dell’Unione Europea) per il quale la stessa è ricoverata da oltre un anno nell’Ospedale di Kharkiv. E questa situazione di certo non aiuta la realizzazione dell’accordo di associazione e libero scambio tra Ucraina e Unione Europea che dovrebbe essere firmato a Vilnius, in Lituania, il 28 e 29 novembre 2013.

Da Bruxelles infatti sono irremovibili, la situazione della ex-leader dev’essere chiarita al più presto, sebbene da Kiev le interrogazioni parlamentari sul caso contuinino ad essere rimandate. E nel frattempo, sembra che Ianukovich e Putin stiano nuovamente per riavvicinarsi..

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