pastelli

di FRANCESCA FONTANA – Era settembre: la Guardia di finanza di Trento aveva avviato un piano di controlli a tutela del mercato e della sicurezza dei prodotti, guardando soprattutto a quelli destinati alla scuola. È stato così che sugli scaffali di diversi supermercati del Trentino hanno trovato migliaia di pastelli privi del marchio CE di sicurezza. Il prodotto è stato immediatamente sequestrato e i finanzieri, coordinati dal procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Grandinetti, sono risaliti all’intera filiera distributiva, sino all’importatore e al primo distributore – nota e regolare società emiliana, che li aveva acquistati da un fornitore cinese.

In seguito è stato individuato anche un container in arrivo via mare dalla Cina, intercettato al porto di La Spezia e seguito sino all’interporto doganale di Bologna: anche qui assenti le certificazioni di sicurezza. Le analisi cui sono stati sottoposti i pastelli hanno rilevato un’alta e pericolosa concentrazione di sostanza tossica sulla superficie esterna di essi – in particolare, circa tre volte il valore di ftalati DEHP consentito: una sostanza che non può essere certamente avvicinata a un bambino, perché pare possa provocare disturbi nello sviluppo dell’apparato riproduttivo maschile, danni al fegato, ai reni e ai polmoni, possibili deficit fisici e mentali, nonché effetti cancerogeni. Inevitabili i sequestri su tutto il territorio nazionale: circa 140mila pastelli colorati tolti dal mercato in più di 800 punti vendita. Una grossa operazione che prende il nome di “Scuola sicura” e che è costata, ad ora, la denuncia e l’arresto del titolare della società che li ha importati, che rischia fino a un anno di carcere.

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